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Presentazione “INTOCCABILI” di Valerio La Martire

Presentazione Intoccabili di Valerio La Martire

Mondadori Megastore  (Milano via Marghera)

Giovedì 24 Maggio 2018

Venerdì 25 Maggio 2018

“…ognuno di noi deve mettere a disposizione degli altri quello che ha. Io penso di saper scrivere storie; avrei potuto farlo andando sul campo raccogliendo testimonianze reali ma ho preferito farlo nel modo meno impattante possibile, senza essere un peso in un luogo dove già le risorse erano scarse e preziose. Mi è sembrato fosse il modo meno egoistico di dare una mano.”

Ho scelto di aprire l’articolo con questa frase di Valerio La Martire, pronunciata durante la presentazione del suo romanzo “Intoccabili”, poiché credo rappresenti a suo modo il fulcro di quello che è stato il percorso difficile e profondo che si cela dietro il libro.

Seguo sempre con immenso piacere, quando mi è possibile, le presentazioni dei libri, poiché credo permettano di comprendere a fondo ciò che l’autore vuole raccontare attraverso le pagine del suo romanzo.

Quando si tratta della presentazione di “Intoccabili”, la mia teoria diventa un dato di fatto innegabile.

Avevo già avuto il piacere di assistere ad un’altra tappa del tour di presentazione di questo scritto durante Tempo di Libri a Milano nel 2017 e, nonostante questo, ho deciso di partecipare comunque all’evento svoltosi ieri sera presso il Megastore Mondadori di via Marghera del capoluogo lombardo.

Presente, oltre all’autore Valerio La Martire, Angelo Rusconi, logista di Medici Senza Frontiere e Ruggero Giuliani, medico e coordinatore di Elwa3, il campo di cui si parla nel libro, che ha vissuto sul luogo l’esperienza della più grande epidemia di Ebola mai affrontata dall’umanità.

Interessanti le testimonianze di chi l’epidemia l’ha vista e vissuta da vicino, nascosto sotto tute protettive pesanti, non solo nel senso letterale del termine.

Sono stati raccontati, infatti, aneddoti legati a queste tute che facevano riferimento alla loro importanza, a quanto fosse lungo e minuzioso il processo di vestizione e di quanto fosse importante fare attenzione anche a quelli che sembravano piccoli e insignificanti dettagli durante la vestizione, per evitare il contagio.

È stata raccontata la paura verso l’ignoto in tutte le varianti possibili.

Paura degli abitanti locali, degli operatori umanitari e dei medici nei confronti di una malattia così poco conosciuta, in grado di seminare morte attraverso poche gocce di liquidi corporei.

Paura di non avere i mezzi per fermare l’epidemia, di sbagliare, di prendere decisioni difficili ma necessarie e, infine, di non aver fatto abbastanza.

Emblematica la risposta dell’operatore umanitario di Medici Senza Frontiere, Angelo Rusconi, alla domanda di Sergio Ramazzotti, moderatore della presentazione: “Cosa vi ha spinto ad andare fin là?”:

“Mio figlio! Perché spero con tutto me stesso che se un giorno, che mi auguro non arrivi mai, mio figlio fosse nelle stesse condizioni di quei bambini in balìa di un’epidemia dalla portata immensa, qualcuno da molto lontano parta per aiutarlo al fianco della popolazione locale”.

Per me, la partecipazione a questo evento è stata, ancora una volta, un’esperienza profonda e intensa, che mi ha lasciato un insegnamento importantissimo che fa riferimento alle parole citate a inizio articolo da Valerio La Martire: ognuno di noi può fare qualcosa, nel suo piccolo, nel limite delle proprie capacità, ogni singola persona può fare la differenza.

Vi lascio con un’ultima frase di Angelo Rusconi, che riassume alla perfezione ciò che si cela dietro il romanzo e dietro la macchina di aiuti che si è mossa per questa tragedia che ha colpito persone di ogni età  ed etnia:

“La vera forza, sta nell’insieme. Ogni individuo è un tassello con qualcosa da dare ed è solo quando si è in squadra, quando si uniscono tutti i tasselli, che il motore può funzionare alla perfezione”.

 

 

 

Credits:

Articolo a cura di Elena Galati Giordano

Editing a cura di Letizia Rossi

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