Categorie
articoli

“La polvere e il silenzio” Alianello, il borgo fantasma 38 anni dopo il sisma

Il calendario segna la data: 23 novembre 1980, una domenica come tante altre. Fino all’istante in cui, a 30 km di profondità sotto Castelnuovo di Conza, si origina una scossa dalla potenza devastante. 90 secondi, 6.9 gradi di magnitudo. Sono le 19:34. Il tempo di un respiro e si sbriciolano case, chiese, interi paesi. Centinaia di migliaia di sfollati, 2914 morti. È il terremoto dell’Irpinia, una delle più grandi catastrofi che hanno segnato la storia italiana.

Si dice che nulla mai accade per caso e, anche questa volta, pare che sia andata così. Gironzolavo all’interno della Fortezza Da Basso, in occasione di Firenze Libro Aperto lo scorso settembre, alla ricerca di qualche novità interessante da leggere e recensire; quasi senza pensarci mi sono soffermata allo stand della casa editrice Magister di Matera. E quasi per caso l’editore, lì presente, mi ha mostrato il libro che ora ho qui accanto, “Si specchia ancora nel fiume”. Mi è bastato sfogliare le prime pagine per capire di cosa si trattasse.
Foto e versi che immediatamente mi hanno trafitta. Perché ciò che gli scatti e le poesie qui raccolti narrano è quel che rimane di Alianello, piccolo ed antico borgo in provincia di Matera, raso al suolo dal sisma trentotto anni fa.

Sono marchigiana; qui nella mia regione, purtroppo, il terremoto è stato una realtà drammatica e fin troppo tangibile negli ultimi anni. Il 1997 e, ancora di più, il 2016 hanno inflitto ferite al territorio che sembrano ancora non poter guarire. Ho avuto la fortuna di vivere abbastanza lontana dall’epicentro per non subire danni di alcun genere, in entrambi gli eventi. Ma sono ugualmente lancinanti lo strazio e il dolore, che chiudono lo stomaco e spezzano l’anima, nel vedere distrutti luoghi sui quali, innumerevoli volte, si è camminato e posato lo sguardo, che si sono ritratti in foto, ammirati con occhi incantati e increduli per la loro bellezza. È un buco che improvvisamente si genera e che non si riuscirà mai a richiudere o ricoprire. È senso di impotenza per la devastazione, le macerie, la polvere e i mattoni sbriciolati che seppelliscono ricordi e vita, ormai irrecuperabili, per chi in quei luoghi ha sempre abitato e non potrà più tornare.

Lo stesso strazio, il dolore, l’impotenza, li ho visti fissati negli scatti di Peter Strebel, fotografo finlandese innamorato della Basilicata e di Matera. Il suo incontro con Nicola D’Imperio, medico di fama nazionale ma anche artista e poeta sensibile, dà vita a questo progetto. D’Imperio è nato ad Alianello ed è lì che accompagna Strebel, mostrandogli i resti di un borgo ormai fantasma. Il fotografo resta profondamente colpito da ciò che vede; torna ad Alianello, in solitudine, per realizzare alcuni scatti che ispireranno la composizione dei versi.

“La vita si è fermata”, dice di aver pensato Strebel nel momento in cui varcava la soglia di una delle case diroccate. Ed è proprio questa la prima sensazione che arriva, mentre si osservano gli scatti. Tutto è rimasto esattamente come in quell’istante di trentotto anni fa. Dentro le stanze ci sono bottiglie, vasi di vetro, stoviglie incrinate accanto ad alcune miracolosamente rimaste intatte; quaderni, scarpe, tessuti sbiaditi, carte da gioco di chissà quale partita mai conclusa. L’intonaco dei muri è sgretolato eppure ancora il colore è vivo; le porte e gli infissi di legno, scorticati, ancora si reggono sui cardini arrugginiti.
Sopra a ogni cosa, polvere densa e spessa che racconta un immobilismo forzato, innaturale, che dura da anni. Si guardano le immagini e pare di poter sentire il silenzio straniante che impregna i luoghi abbandonati.

La fotografia di Peter Strebel è spietata e documenta la rovina senza fare sconti, indugiando sui particolari, trasformando crepe e macchie di intonaco in quadri surreali (mirabili gli scatti macro). Il suo sguardo però è quello di un artista sensibile, che dona dignità a oggetti deteriorati dal tempo e dall’abbandono come uno scarpone o una bottiglia di liquore e li trasforma in protagonisti di un dramma antico eppure ancora vivo.

È in questo punto di equilibrio che la poesia di Nicola D’Imperio trova posto. La sua è la voce del rimpianto, della nostalgia, della commozione. Ogni scatto gli riporta alla mente scene di vita comune osservata e vissuta da bambino nel suo paese d’origine. La realtà dolorosa e le immagini ancora vivide dei ricordi si mescolano e sovrappongono nei suoi versi dolenti e delicati, dove le parole sono carezze accompagnate da un sorriso rassegnato e da una lacrima. D’Imperio ci restituisce i colori, i suoni e i profumi vivaci e freschi di una vita semplice ed autentica, accostati allo sgomento della perdita irreparabile delle proprie radici.

Non ho potuto fare a meno di commuovermi profondamente sfogliando questo libro. Sono tanti i modi in cui si può raccontare una tragedia. La via dell’arte -in questo caso sotto forma di fotografia e poesia- non rende certo facile il compito ma ha il privilegio di sfiorare con delicatezza l’animo di chi legge e osserva, scavandovi un solco che si fa profondo e arriva fino al cuore.

Questo è ciò che mi ha lasciato il lavoro, meraviglioso, di Peter Strebel e Nicola D’Imperio.

Non potrei concludere in altro modo se non donandovi una delle poesie tratte e alcuni scatti tratti da questo volume.

 

L’ALBA DI LEVI

La strada in discesa ripida e fangosa

percorsa dal paese alla fiumara,

in un cammino lungo e senza posa,

dai contadini e da quella amara

gente incerta del suo giorno e della vita.

La luce del mattino è ancora nera,

solo a sinistra un cenno di schiarita

del cielo che si fa sempre più viola

a comparir nel buio quella schiera

che va senza rumore e far parola.

Vanno d’oscuro, camminano di notte,

neri nel nero avvolti nei mantelli,

fantasmi di un destino che li inghiotte;

del ventre della terra son fratelli.

 

Articolo a cura di Letizia Rossi

 

  • Fotografie e poesia tratte da:
          “Si specchia ancora nel fiume – Alianello tra foto, arte e poesia”
  • Fotografie d’arte di Peter Strebel
    Poesie di Nicola D’Imperio
    Edizioni Magister

 

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...