Presentazione Staff – Collaboratori

Sara 

Mi chiamo Sara, sono nata il 16 Agosto 1987 ad Albano Laziale, ma non ci ho mai vissuto: “capitare dove capita” è una mia prerogativa, perché ho sempre seguito la corrente e non ho mai imposto la rotta. Detta così può sembrare un’esistenza rinunciataria e sottomessa agli eventi, ma la verità è che scelgo ogni giorno cosa non fare e chi non essere. Sapere cosa non si vuole diventare è importante, perché permette di essere tutto il resto, senza imposizioni o condizionamenti (mentali o emotivi che siano).

La scuola e la testa al futuro mi hanno portata al Diploma di Segretaria contabile, ma con i numeri ci ho sempre fatto a botte e ancora oggi, mi trovo a disagio tra calcolatrici, crediti/debiti e prima nota. Mi sono specializzata in Marketing, Diritto Tributario e Inglese e ciò può far pensare a una giovane trentenne rampante che sa cosa vuole e sa, soprattutto, come ottenerlo: non proprio. Amo la precisione e la sicurezza che solo i calcoli matematici sanno dare, ma non riuscirei a vivere tra le sbarre di un foglio a quadretti. Sono una maniaca dell’ordine e la mia scrivania è un tetris inquietante dove le penne hanno tutte il tappo e i fogli sono senza pieghe: è assurdo quanto si possa essere inquadrati per certe cose e totalmente disordinati per altre.

Quando smetto di essere la sig.ra Precisini e tolgo la divisa, preferisco una matita appena temperata, una buona gomma da cancellare e un quaderno a righe, rigorosamente senza copertina, dove scrivere a mano gli spunti, le riflessioni e le storie che mi vengono in mente durante il giorno. La passione per la scrittura è nata dopo quella per la lettura. Ogni ragazzino ha la necessità di sentirsi unico e per emergere, alcuni cambiano le scarpe o l’atteggiamento, mentre io ho iniziato a leggere. È stato un atto di ribellione a ciò che mi circondava, perché non volevo che la grettezza (con cui l’adolescenza nasconde le insicurezze) mi risucchiasse nel mulinello delle complicazioni ben prima del tempo. Ogni mese andavo in libreria e saccheggiavo lo scaffale dei classici, Calvino, Pirandello e Pasolini in primis, perché partire dall’inizio rappresentava per me una sicurezza; quella famosa sicurezza che solo i numeri sanno dare. Ecco cos’erano i classici per me, basi solide e regole perfette, ma com’è ormai chiaro, aggrapparsi a certezze esterne non fa altro che evidenziare quanto ci sentiamo persi, senza forma, anonimi a noi stessi. Nonostante fossi l’unica studentessa ad anticipare il programma (e l’unica a preferire il telegiornale ai Simpson), ero perennemente insoddisfatta, perché introitavo tutto ma non davo via niente: a cosa serve leggere, se poi non si condivide? Forse, avrei dovuto iscrivermi a un gruppo di lettura…

A un passo dalla maturità, ho avuto l’ispirazione per “Equilibrium”, un’interminabile storia fantasy che ho buttato giù in otto mesi e che da quel dì è in perenne fase di “perfezionamento”. Non mi sento pronta: la sig.ra Precisini che è in me suggerisce ogni volta una rilettura in più. “Equilibrium” mi permette di usare la trama per avvicinare gli adolescenti, protagonisti e destinatari di questa storia, per spiegare loro ciò che mi avrebbe fatto comodo sapere tempo fa: essere se stessi equivale a essere unici; assecondare la propria natura, anche se incoerente, è l’unico modo per trovarsi. Forse, avrei dovuto fare l’educatrice…

… e allora, perché fare recensioni? Unisce tre grandi passioni: lettura, scrittura e condivisione. Amo parlare di libri e recensirli permette di comunicare i propri pensieri a riguardo e aspettare una risposta dagli altri; lo scambio finisce inevitabilmente per arricchire. La collaborazione con Elena e Letizia arriva in un momento di totale indipendenza da tutto, ma grazie a loro e “Sogni di carta e altre storie” potrò imparare, migliorarmi e continuare quel rapporto diretto con il lettore, che alla fine è l’unico fruitore vero delle nostre riflessioni: a lui, a voi, va la mia fedeltà.

I tre libri che hanno cambiato la mia vita:

“Harry Potter e il Principe Mezzosangue”, di JK Rowling. Nonostante lo sapessi già, è stato proprio questo libro a farmi capire quanto sia importante andare a fondo delle cose (e delle persone). Tutto non è soltanto come sembra. “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”, di John Gray. Libricino di psicologia spicciola per coppie in crisi, per me è significato tutt’altro e molto di più: spesso, gli uomini e le donne (le persone, in generale) dicono le stesse cose, ma in lingue diverse. Impararle equivale a comprendere gli altri, evitando qualsiasi distruzione. Si può essere stanchi di tutto, ma mai di comprendere.

“Dieci piccoli indiani”, di Agatha Christie. Adoro l’ordine e la pulizia dei testi inglesi, ma amo ancora di più il giallo puro, senza spruzzate di thriller e scene d’azione, con molti enigmi e qualche indizio seminato qua e là. Agatha Christie è la vera maestra.

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