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Recensione Anteprima “MICROPOLIS” di Giuseppe Milisenda a cura di Sara Canini

Fotone è un Xsmalls, una creaturina che vive nella città di Micropolis, che si trova nascosta in un laboratorio scientifico umano. Da lì, insieme ai suoi amici e ai suoi fratelli, Fotone osserva gli esperimenti quotidiani che portano avanti Franco e Latina, due giovani scienziati che amano il mondo, la natura e il progresso.

Purtroppo, però, il laboratorio è gestito dal perfido dottor Daniel, che si allea con una creatura millenaria, potente e minacciosa, Sumuabun, per conquistare il mondo. Toccherà ai piccolissimi Xsmalls aiutare Franco e Latina a contrastare il terribile piano del dottor Daniel. E per farlo ricorreranno alle armi più potenti che esistano: l’amore, l’amicizia e il rispetto per l’ambiente.

Una piacevole scoperta, un concentrato di allegria e un insieme di pensieri fulminei che si accordano a una trama frizzante, ma allo stesso tempo impegnata e seria: questo è “Micropolis” di Giuseppe Milisenda, edito da Dark Zone Edizioni.

Un libro eticamente necessario, soprattutto considerando i tempi e il destinatario della storia stessa, ossia il pubblico più giovane, a cui l’editore rende un servizio (quasi) morale più che culturale. Certo, tra le pagine c’è qualche sporadica incertezza, ma nulla per cui gridare allo scandalo: la verità è che “Micropolis” è una lettura piacevole, genuinamente divertente e sinceramente positiva, soprattutto se proposta ai bambini/adolescenti. Questi possono essere lasciati soli durante la lettura? No, ma non perché la storia sia contorta o espressa con un linguaggio troppo raffinato, bensì per l’importanza del messaggio contenuto in essa.

Chi ha amato “Alvin and the Chipmunks” non potrà che innamorarsi di nuovo, ma stavolta di Fotone e dei suoi amici Xsmalls: i microscopici abitanti di Micropolis. Il tema dei piccoli amici non è mai passato di moda e l’autore sa svecchiare una figura che genera sempre molta curiosità, soprattutto nei bambini.

Fotone con la sua bici, l’Iphone e il linguaggio gergale che impone l’uso della parola “figo” in ogni frase, riesce a conquistare i più piccoli e strappa più di qualche risata agli adulti, che si ritrovano a raccontare le marachelle di animaletti mai banali o forzatamente simpatici. La colonia degli Xsmalls è una replica in miniatura della realtà umana, ben lontana dalla becera scimmiottatura di questa: si tratta infatti di famiglie, bauli che traboccano di ricordi, fumetti che fanno tendenza e centrali elettriche, che saranno fondamentali per lo svolgimento della storia.

Mentre Micropolis vive la propria quotidianità, il laboratorio di ricerca che la ospita è in fermento: le scienziate (umane) Latina e Maria stanno per fare la scoperta del secolo, ossia la molecola che permetterà di ridurre drasticamente l’inquinamento.

Ovviamente, il tema è di gran moda grazie all’attivista adolescente Greta Thunberg, ma la verità è che la salvaguardia del pianeta non ha bisogno di diventare #trend per essere di primaria importanza. L’autore lo sa bene e tratta l’argomento con naturalezza, senza fare propaganda o moralismi chic… e di temi ne tocca diversi, anche di quelli più spinosi e vicini a noi, ma sempre in maniera poco chic e molto umana. Gergalità e naturalezza aiutano il testo a scorrere liscio per buona metà, per poi cedere il passo a un linguaggio più posato che fa da sfondo all’introduzione del personaggio misterioso che è Sumuaban.

Le due scienziate sono supportate da Franco, ricercatore timido e innamorato che non trova mai l’occasione adatta per dichiararsi a Latina. Fotone e soci tifano per lui e ogni sera si radunano per assistere ai tentativi impacciati dello sfortunato umano. È proprio qui che compare Sumuaban, che le cose si complicano a Micropolis e lo scritto gira un po’ su se stesso per qualche tempo. Poco danno, perché il lettore è già catapultato nella storia e a quel punto e divora pagine su pagine per scoprire cosa accadrà a Latina, Franco, Maria e Fotone, seguito dalla colonia di adorabili Xsmalls.

Gli scaffali delle letture per ragazzi necessitano di libri come “Micropolis”, dalla morale sincera e poco furba, che tocca tutti in maniera trasversale; scritti con fini nobili e pubblicati con coraggio da chi sa che nell’opera di Giuseppe Milisenda c’è ben più di un buon insegnamento. Impegno per l’ambiente, ma anche verso il prossimo, che va difeso con coraggio sempre, in qualsiasi occasione.

Al netto della morale, lo scritto è piacevole e ci si augura di ritrovare presto nuove avventure degli Xsmalls in libreria

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