Legio Blogger on Tour – Segnalazione Doppia “LEGIO M ULTIMA” I Demiurghi

Legio M Ultima, sfida all’impero

Legio1_coverWEB (2)

sinossi
Si apre come una partita a scacchi, anzi all’antico gioco romano dei latrunculi, questo primo capitolo della saga dedicata alla Legio M Ultima.
Due uomini si ritrovano ai lati opposti di una scacchiera a determinare le sorti dell’impero, in una partita decennale. Tra mosse scorrette e pedine sacrificabili, l’indomabile Azia Medea e il condottiero Elios, unico sopravvissuto di Atlantide, sfideranno imperi, magister e creature mitologiche, instaurando alleanze con uomini e dei.
Il tutto sotto l’egida di Diocleziano, che trova in loro i degni guerrieri della Specula, un corpo militare speciale di cui la Legio M Ultima è il braccio armato.

Legio M Ultima, l’impero reagisce

Legio2_coverWEB

sinossi

Si apre una nuova partita a latrunculi, l’antesignano degli scacchi dei romani. La partita di Zarich con il riformista riprende, cruda e spietata.
Azia Medea e la sua coorte VI percorreranno strade mai calcate e ne pagheranno lo scotto; Gautighot e compagni, sempre pronti, risponderanno all’appello finale per porre fine alla guerra civile, alla rivolta dei riformisti che nel frattempo è scoppiata.

Le avventure della Legio M Ultima, in difesa dell’ultimo baluardo di civiltà rappresentato da Roma e Diocleziano, saranno ancora una volta le contromosse di un giocatore astuto che troverà in Azia Medea, la sapiente più fredda della Specula, un’alleata preziosa.

Estratto

Giunti a metà strada trovarono dei carri di traverso a bloccare ilpassaggio e dei vigiles che dirottavano la folla verso altre vie. Domiziano inarcò un sopracciglio, Gautighot si incupì, mentre tornavano sui loro passi per attraversare il mercato, su indicazione degli stessi. Avevano imparato a memoria la pianta della città, ma dovevano attenersi alla facciata e così si avviarono per la strada indicata, col dubbio di infilarsi in una trappola.
Nel bel mezzo del mercato la folla divenne ressa e tutto accadde così velocemente che nessuno poté far nulla. Domiziano venne spintonato e si trovò separato da Gautighot e Pendaran di non più di due passi. Volgendo la testa per vedere dove fosse l’amico, il conciliator colse con la coda dell’occhio un movimento, poi il dolore al fianco destro obnubilò tutto. Le lame affondarono altre due volte, altre due stilettate di dolore bollente nelle viscere. Con la testa ottenebrata e i polmoni che respiravano sangue, Domiziano guardò confuso il caos intorno a lui, che sembrò precipitare verso l’alto, mentre crollava a terra. Le donne, schizzate dal sangue del magistrato urlarono. Il panico si diffuse più contagioso di una pestilenza e i due amici faticarono a raggiungere il conciliator a terra, in una pozza vermiglia, prima che venisse calpestato.
Benvenuto accorse accompagnato da Eliogabalo, attirati dalle urla, Minea arrivò in volata, sgomitando senza troppi complimenti.
Gautighot cercava di fermare l’emorragia peggiore dal fianco destro. «Cazzo, Domi, cazzo! Non ti azzardare sai! Non osare morire!».
Minea si lanciò sul corpo, strappò la stoffa appena acquistata per improvvisare delle bende e cominciò a lavorare. L’avevano sempre ritenuta un peso inutile ma l’efficienza dei suoi gesti e gli ordini perentori la rivalutarono agli occhi dei compagni. Era un medicus, dopotutto.
Terminate le prime medicazioni di emergenza, Minea ordinò: «Va portato in un posto sicuro e caldo, devo finire prima che muoia dissanguato, ma non posso farlo in strada».
«Una nostra chiesa è qui vicino», rispose Benvenuto.
Gautighot prese in braccio il corpo esanime di Domiziano e la folla, nonostante fosse ancora in preda al panico, si aprì al suo passaggio; lo sguardo omicida del germanico urlava la sua rabbia più di un milione di sbraiti.
«Questo non lo… avevo previsto…».
«Zitto, cretino, ci manca solo che mi crepi tra le braccia. Fammi una cosa del genere e vengo a tirarti fuori dall’Ade a calci in culo per rispedirtici a pugni».
Domiziano fece un sorriso insanguinato perdendo conoscenza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...