Recensione Anteprima “CRONACHE DEL REAME INCATATO – IL PRIGIONIERO DELL’ALDILA’ ” di Alberto Chieppi a cura di Sara Canini

sinossi

Che fine ha fatto il Compendium Arcana, il libro di incantesimi più importante del Reame Incantato, scomparso dalla Grande Biblioteca di Sanctuaria? E chi si cela dietro ai rapimenti dei giovani stregoni che proseguono incessanti fra le mura di Sepulchria? Sono solo alcune delle domande a cui Sam e Sirio cercano di dare una risposta mentre gli Spector intensificano la caccia al ragazzo che porta su di sé il Marchio del Serpente. Nel frattempo, Mephisto, lo stregone oscuro, dopo lo scontro con il Signore dei Lich, prende una drastica decisione: risvegliare la creatura forse più pericolosa imprigionata nell’Aldilà. In questo nuovo capitolo delle Cronache del Reame Incantato proseguono le avventure dei suoi protagonisti, alla scoperta dei misteri che si celano nel loro passato e che potrebbero cambiare le sorti dell’intera comunità magica.

recensione

Nel momento in cui si trova davanti allo scaffale dei fantasy, ormai in pole position in qualsiasi libreria che si rispetti, il lettore vive un mini-dramma interiore mai condiviso con i commessi o con gli altri suoi simili. La tragedia nasce, cresce e muore nel giro di una decina di minuti, ma può durare anche qualche ora o giorno per i più indecisi. Il caro tolkieniano, martiniano o potteriano doc, ha sfilato su e giù per il corridoio per tutto il pomeriggio e ha girato intorno ad alcuni titoli con la stessa sete del primo Squalo di Spielberg. Poi, all’improvviso, il nostro eroe si ferma in un punto, prende due tomi e inizia a studiarseli con lo sguardo: uno è tozzo, l’altro è fino. Non ha le idee chiare, così il mini-dramma nella sua testa inizia ad avanzare fino alla domanda fatidica: autoconclusivo o saga?

Il vero tarlo dell’amante del fantasy è proprio quello che lo porta a scegliere tra un libro curvy, con un finale all’interno e un altro slim, ma che si svolge a puntate. In quei minuti, che rappresentano un momento davvero delicato, si prende una posizione netta.

Abbandonando la libreria con in busta il tomo fino, ognuno di noi dimostra di credere ancora, di avere speranza e di riporre i nostri sogni di bambini nelle mani di un autore visionario incapace di tenere a freno la lingua.

Pardon, la penna.

Nel ruolo dello scrittore loquace c’è Alberto Chieppi, che arriva tra le nuove uscite con “Le cronache del Reame Incantato – Il prigioniero dell’aldilà”, che fa da seguito al piacevole “Il marchio del serpente” del novembre dello scorso anno. Ovviamente edito da Dark Zone Edizioni, che conferma di investire e credere su un progetto difficile, ma davvero soddisfacente per ogni parte coinvolta. L’autore ha modo di spiegare la propria storia come una pergamena ben arrovellata e il lettore, orfano di Harry Potter e in perenne ricerca di qualcosa che sia all’altezza dello scritto della Rowling, trova nel volume DZ una nuova casa.

Sì, perché “Il prigioniero dell’aldilà” fa parte di una saga a stampo potteriano che contiene tutti gli elementi scelti e portati al successo dall’autrice inglese: il Reame Incantato che funge da -ormai non più- nuova realtà; le scuole di Sepulchria e Sanctuaria che hanno l’arduo compito di istruire maghi e stregoni; il despota Cancelliere, una volta eroe, Magnus Paladin; la resistenza; e il mistero non-più-dormiente presente sottotraccia, che soltanto il lettore può vedere.

La storia riprende nell’esatto punto in cui si era interrotta nel volume precedente e anziché accorparsi, com’era prevedibile, questa porta avanti la narrazione triplice che ormai è segno distintivo della saga stessa. Da un lato, Sam, il ragazzo con il marchio del serpente che sembra essere predestinato a sconfiggere Paladin; dall’altro, Sirio, ultimo figlio del Cancelliere; e nel mezzo si trova Mephisto, stregone oscuro reduce da una battaglia estenuante e sempre più determinato ad ottenere la libertà.

La narrazione avanza in maniera fluida e senza particolari intoppi, segno che i progressi dell’autore sono veri e costruiscono una struttura forte su delle basi già molto solide. Perché comporre una saga come “Le cronache del Reame Incantato” non si riduce a un incontrollato fiume di parole, bensì al dispiego di energie spese su più fronti, quali caratterizzazione, coerenza ed evoluzione della trama principale e di quelle secondarie. Il tutto svolto con abile maestria.

I protagonisti adolescenti continuano a rappresentare il fulcro della vicenda, nonostante il personaggio di Mephisto cresca fino a divenire colonna portante del racconto.

Sam, che è alle prese con i postumi della missione che lo ha esposto agli Spector, e quindi implicitamente al Cancelliere Paladin, continua ad essere il punto di riferimento di una storia che ha scelto lui come cuore pulsante: immaginare “Le cronache del Reame Incantato” senza Sam sarebbe impossibile. E Sirio, protagonista defilato per caratterizzazione elegante e garbata, non resta all’angolo, ma gioca un ruolo fondamentale nell’intrattenimento del lettore: la trama che lo riguarda, che tratta il furto di una pagina fondamentale del Compendium Arcana, è forse la più piacevole, perché scorrevole, fluida ed è capace di fare presa nell’animo del lettore più curioso e forse, più giovane. Trattandosi di un secondo appuntamento, si ipotizzava un venir meno della cura riservata alla morale, ma l’autore dimostra ancora una volta di lavorare in modo certosino e gli insegnamenti, seppur appannati dalla vicenda ormai avviata, sono chiari e ben piazzati. Deliziosa l’interazione tra i due giovani, ottima la capacità dello scrittore di rendere reale un legame nato e mantenuto a salti.

Menzione d’onore per ogni singolo capitolo dedicato al prigioniero dell’aldilà, che dona al libro una profondità accennata nel primo volume ed esplosa fragorosamente in questo seguito. Quando la trama che include il personaggio di Mephisto va in scena, il racconto si rivolge in maniera diretta al pubblico più adulto, più maturo e anche più consapevole dell’inquietudine che aleggia tra le pagine.  Mantenendo un linguaggio accessibile e uno stile aperto, l’autore cala l’artiglieria pesante e affascina come solo la Maestra Rowling ha saputo fare di recente. Raro trovare tale capacità tra le pagine di un autore italiano ed è ancora più raro trovare ciò in un lavoro di un semi-esordiente.

In conclusione, le dinamiche avviate ne “Il marchio del serpente” evolvono e continuano a interagire nel secondo volume in maniera coinvolgente, piacevole e stilisticamente fluida. La lettura è consigliata al pubblico più giovane, perché l’autore sa sedersi ai piedi del letto e raccontare adagio, risultando interessate e profondo; ma date le vicissitudini accorse a Sam e Sirio e le ambientazioni (e i fini) di Mephisto, “Le cronache del Reame Incantato – Il prigioniero dell’aldilà” è in grado di appassionare qualsiasi lettore. In special modo, i veri nostalgici di Harry Potter, ossia, coloro che amano questo tipo di fantasy al punto di immergersi in ogni mondo incantato senza pregiudizi e recriminazioni.

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