Presentazione Staff – Collaboratori

Alessia 

Mi chiamo Alessia e sono nata il 03 Aprile 1973 a Roma.  

Amo la mia città e, nonostante i mille problemi che ha, faccio fatica a vedermi lontana dai suoi capolavori a cielo aperto e dai miei affetti ereditati e scelti nel tempo.

Sono un’infermiera, amo la mia professione e la faccio con passione e, anche se gli anni lavorativi un po’ di innocenza me l’hanno portata via, ho proseguito i miei studi universitari e conseguito altri titoli che mi permettono di lavorare nella formazione e nella dirigenza per impegnarmi, in prima persona, a far in modo che ciò che di meraviglioso c’è nel mio lavoro venga riconosciuto e valorizzato.

Amo gli animali e, talune volte, li prediligo agli esseri umani perché amano incondizionatamente e rispettano i propri simili come noi abbiam dimenticato.

Adoro il mare e il sole sulla pelle, ballare, viaggiare e assaporare odori e sapori nuovi; sono spericolata quel tanto che basta per farmi lanciare con un bungee jumping e inabissare con una bombola d’ossigeno.

La passione viscerale per la lettura mi accompagna sin da piccola e, da che ne ho memoria, ho sempre un libro con me che non mi abbandona mai.

Mi nascondo nella lettura, nel silenzio assordante che crea in me, mi emoziono e se mi ritrovo a leggere in riva al mare, dimentico il resto del mondo per ore.

Recensire non l’avevo mai neanche preso in considerazione se non fosse stato per Elena che ha visto in me più di quanto io veda tuttora, ma ho deciso di fidarmi del suo intuito e mi sono messa in gioco; sono pur sempre una ariete e, come tale, amo le sfide e portarle a termine pretendendo sempre molto da me stessa.

Sento i libri e li vivo e raccontarli al prossimo lo trovo interessante e stimolante ma, soprattutto, rispettoso verso chi ha talento e merita di emergere per sé e il bene collettivo che rischierebbe di perdere perle preziose.

Collaborare con Elena e Letizia sarà di certo un’opportunità preziosa per crescere e migliorare, continuando a coltivare la mia passione più intima che mi coinvolge e, talvolta, stravolge e apre a emozioni nuove e un futuro che di prevedibile ha davvero poco.

Presentazione Staff – Collaboratori

Sara 

Mi chiamo Sara, sono nata il 16 Agosto 1987 ad Albano Laziale, ma non ci ho mai vissuto: “capitare dove capita” è una mia prerogativa, perché ho sempre seguito la corrente e non ho mai imposto la rotta. Detta così può sembrare un’esistenza rinunciataria e sottomessa agli eventi, ma la verità è che scelgo ogni giorno cosa non fare e chi non essere. Sapere cosa non si vuole diventare è importante, perché permette di essere tutto il resto, senza imposizioni o condizionamenti (mentali o emotivi che siano).

La scuola e la testa al futuro mi hanno portata al Diploma di Segretaria contabile, ma con i numeri ci ho sempre fatto a botte e ancora oggi, mi trovo a disagio tra calcolatrici, crediti/debiti e prima nota. Mi sono specializzata in Marketing, Diritto Tributario e Inglese e ciò può far pensare a una giovane trentenne rampante che sa cosa vuole e sa, soprattutto, come ottenerlo: non proprio. Amo la precisione e la sicurezza che solo i calcoli matematici sanno dare, ma non riuscirei a vivere tra le sbarre di un foglio a quadretti. Sono una maniaca dell’ordine e la mia scrivania è un tetris inquietante dove le penne hanno tutte il tappo e i fogli sono senza pieghe: è assurdo quanto si possa essere inquadrati per certe cose e totalmente disordinati per altre.

Quando smetto di essere la sig.ra Precisini e tolgo la divisa, preferisco una matita appena temperata, una buona gomma da cancellare e un quaderno a righe, rigorosamente senza copertina, dove scrivere a mano gli spunti, le riflessioni e le storie che mi vengono in mente durante il giorno. La passione per la scrittura è nata dopo quella per la lettura. Ogni ragazzino ha la necessità di sentirsi unico e per emergere, alcuni cambiano le scarpe o l’atteggiamento, mentre io ho iniziato a leggere. È stato un atto di ribellione a ciò che mi circondava, perché non volevo che la grettezza (con cui l’adolescenza nasconde le insicurezze) mi risucchiasse nel mulinello delle complicazioni ben prima del tempo. Ogni mese andavo in libreria e saccheggiavo lo scaffale dei classici, Calvino, Pirandello e Pasolini in primis, perché partire dall’inizio rappresentava per me una sicurezza; quella famosa sicurezza che solo i numeri sanno dare. Ecco cos’erano i classici per me, basi solide e regole perfette, ma com’è ormai chiaro, aggrapparsi a certezze esterne non fa altro che evidenziare quanto ci sentiamo persi, senza forma, anonimi a noi stessi. Nonostante fossi l’unica studentessa ad anticipare il programma (e l’unica a preferire il telegiornale ai Simpson), ero perennemente insoddisfatta, perché introitavo tutto ma non davo via niente: a cosa serve leggere, se poi non si condivide? Forse, avrei dovuto iscrivermi a un gruppo di lettura…

A un passo dalla maturità, ho avuto l’ispirazione per “Equilibrium”, un’interminabile storia fantasy che ho buttato giù in otto mesi e che da quel dì è in perenne fase di “perfezionamento”. Non mi sento pronta: la sig.ra Precisini che è in me suggerisce ogni volta una rilettura in più. “Equilibrium” mi permette di usare la trama per avvicinare gli adolescenti, protagonisti e destinatari di questa storia, per spiegare loro ciò che mi avrebbe fatto comodo sapere tempo fa: essere se stessi equivale a essere unici; assecondare la propria natura, anche se incoerente, è l’unico modo per trovarsi. Forse, avrei dovuto fare l’educatrice…

… e allora, perché fare recensioni? Unisce tre grandi passioni: lettura, scrittura e condivisione. Amo parlare di libri e recensirli permette di comunicare i propri pensieri a riguardo e aspettare una risposta dagli altri; lo scambio finisce inevitabilmente per arricchire. La collaborazione con Elena e Letizia arriva in un momento di totale indipendenza da tutto, ma grazie a loro e “Sogni di carta e altre storie” potrò imparare, migliorarmi e continuare quel rapporto diretto con il lettore, che alla fine è l’unico fruitore vero delle nostre riflessioni: a lui, a voi, va la mia fedeltà.

I tre libri che hanno cambiato la mia vita:

“Harry Potter e il Principe Mezzosangue”, di JK Rowling. Nonostante lo sapessi già, è stato proprio questo libro a farmi capire quanto sia importante andare a fondo delle cose (e delle persone). Tutto non è soltanto come sembra. “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”, di John Gray. Libricino di psicologia spicciola per coppie in crisi, per me è significato tutt’altro e molto di più: spesso, gli uomini e le donne (le persone, in generale) dicono le stesse cose, ma in lingue diverse. Impararle equivale a comprendere gli altri, evitando qualsiasi distruzione. Si può essere stanchi di tutto, ma mai di comprendere.

“Dieci piccoli indiani”, di Agatha Christie. Adoro l’ordine e la pulizia dei testi inglesi, ma amo ancora di più il giallo puro, senza spruzzate di thriller e scene d’azione, con molti enigmi e qualche indizio seminato qua e là. Agatha Christie è la vera maestra.

Best Books of 2018

Il 2018 è terminato da due settimane, attestandosi come un anno pieno di novità, e cambiamenti per noi di Sogni di Carta.

Tantissime le letture che ci hanno accompagnato durante i dodici mesi passati e, in tempi di bilanci, abbiamo deciso di stillare una piccola lista, con quelli che per noi sono stati i migliori libri letti nel 2018.

CARNAIOGiulio Cavalli

A metà tra il romanzo distopico e di denuncia, un racconto corale che porta a riflettere su come l’animo umano possa arrivare a toccare il fondo.

Un libro difficile ma necessario, specchio dei tempi carichi di odio e intolleranza che stiamo vivendo.

 

 

NORAGiacomo Ferraiuolo

Orrore, psicologia, sovrannaturale.

“Nora” toglie il fiato e annoda lo stomaco, con le sue atmosfere claustrofobiche e una vicenda straziante che coinvolge emotivamente.

Scrittura mirabile, personaggi complessi e una storia che non si dimentica.

 

PLENILUNIUMAngelo Basile

Lupi Mannari, salti temporali, un mistero da risolvere e una storia d’amore.

Una vicenda ambientata in un quartiere milanese così ben descritto che ci sembrerà di vederlo con i nostri occhi.

“Plenilunium” è un romanzo che cattura, con una trama ricca e ben orchestrata e una scrittura elegante e fluida.

 

 

I VOLTI DELL’APOCALISSEGiovanni Magistrelli 

In una Milano più grigia e caotica che mai si intrecciano i destini di un’ex ispettrice di Polizia, un assassino spietato e un terrorista.

I personaggi, ricchi di sfumature e per nulla scontati, si muovono come su una scacchiera, protagonisti di un thriller dal ritmo teso e incalzante che deflagra in un finale inatteso.

 

MANUALE DI FISICA E BUONE MANIERE  – Daniele Germani 

Un’opera prima che è un piccolo capolavoro.

Due vite che si intrecciano, due microcosmi che si relazionano, si cercano, si avvicinano senza mai incontrarsi.

Una storia dura e controcorrente raccontata con uno stile maturo e una poetica struggente.

 

CUORE DI LUPOChiara Casalini

Una protagonista straordinaria. Una donna spezzata dal dolore, fenice in grado di risorgere dalle sue stesse ceneri.

Un romanzo che brilla di luce propria, da leggere tutto d’un fiato, lasciandosi trascinare nella storia e assaporando la magia.

 

 

DENTI E OSSA, CARNE E SANGUE Donatella Ceglia

 Parole che colpiscono violentemente, come un pugno ben assestato alla bocca dello stomaco.Dolore straziante che ferisce e lacera.

Un romanzo che tratta tematiche difficili, un boccone amaro faticoso da digerire.

Uno scritto che apre gli occhi sulla crudeltà umana e rompe il sottile velo che divide il bene dal male.

LA LINEA DEL DESTINODaniela Trasconi

Tre donne, tre epoche, tre vite che si intrecciano, collegate da una sottile linea rossa.

Un mistero celato tra le pieghe del tempo da risolvere.

Una storia meravigliosa di unione e solidarietà femminile.

 

 

MISERI RESTI SEPOLTIMiriam Palombi

La paura assume i connotati affascinanti della vendetta.

L’Horror diviene poesia e le parole musica ipnotica e ammaliante che seducenti avvolgono ogni senso, trascinando il lettore in un languido vortice di terrore.

 

 

 

CERCHI D’ACQUAKatia Rinaldi 

La forza della poesia al servizio della vita di una donna vera, sincera che ha vissuto e sofferto.

Una donna consapevole di essere imperfetta, una donna capace di amarsi.

Parole che regalano emozioni, in grado di ovattarci in un mondo a metà strada tra sogno e realtà.

“La polvere e il silenzio” Alianello, il borgo fantasma 38 anni dopo il sisma

Il calendario segna la data: 23 novembre 1980, una domenica come tante altre. Fino all’istante in cui, a 30 km di profondità sotto Castelnuovo di Conza, si origina una scossa dalla potenza devastante. 90 secondi, 6.9 gradi di magnitudo. Sono le 19:34. Il tempo di un respiro e si sbriciolano case, chiese, interi paesi. Centinaia di migliaia di sfollati, 2914 morti. È il terremoto dell’Irpinia, una delle più grandi catastrofi che hanno segnato la storia italiana.

Si dice che nulla mai accade per caso e, anche questa volta, pare che sia andata così. Gironzolavo all’interno della Fortezza Da Basso, in occasione di Firenze Libro Aperto lo scorso settembre, alla ricerca di qualche novità interessante da leggere e recensire; quasi senza pensarci mi sono soffermata allo stand della casa editrice Magister di Matera. E quasi per caso l’editore, lì presente, mi ha mostrato il libro che ora ho qui accanto, “Si specchia ancora nel fiume”. Mi è bastato sfogliare le prime pagine per capire di cosa si trattasse.
Foto e versi che immediatamente mi hanno trafitta. Perché ciò che gli scatti e le poesie qui raccolti narrano è quel che rimane di Alianello, piccolo ed antico borgo in provincia di Matera, raso al suolo dal sisma trentotto anni fa.

Sono marchigiana; qui nella mia regione, purtroppo, il terremoto è stato una realtà drammatica e fin troppo tangibile negli ultimi anni. Il 1997 e, ancora di più, il 2016 hanno inflitto ferite al territorio che sembrano ancora non poter guarire. Ho avuto la fortuna di vivere abbastanza lontana dall’epicentro per non subire danni di alcun genere, in entrambi gli eventi. Ma sono ugualmente lancinanti lo strazio e il dolore, che chiudono lo stomaco e spezzano l’anima, nel vedere distrutti luoghi sui quali, innumerevoli volte, si è camminato e posato lo sguardo, che si sono ritratti in foto, ammirati con occhi incantati e increduli per la loro bellezza. È un buco che improvvisamente si genera e che non si riuscirà mai a richiudere o ricoprire. È senso di impotenza per la devastazione, le macerie, la polvere e i mattoni sbriciolati che seppelliscono ricordi e vita, ormai irrecuperabili, per chi in quei luoghi ha sempre abitato e non potrà più tornare.

Lo stesso strazio, il dolore, l’impotenza, li ho visti fissati negli scatti di Peter Strebel, fotografo finlandese innamorato della Basilicata e di Matera. Il suo incontro con Nicola D’Imperio, medico di fama nazionale ma anche artista e poeta sensibile, dà vita a questo progetto. D’Imperio è nato ad Alianello ed è lì che accompagna Strebel, mostrandogli i resti di un borgo ormai fantasma. Il fotografo resta profondamente colpito da ciò che vede; torna ad Alianello, in solitudine, per realizzare alcuni scatti che ispireranno la composizione dei versi.

“La vita si è fermata”, dice di aver pensato Strebel nel momento in cui varcava la soglia di una delle case diroccate. Ed è proprio questa la prima sensazione che arriva, mentre si osservano gli scatti. Tutto è rimasto esattamente come in quell’istante di trentotto anni fa. Dentro le stanze ci sono bottiglie, vasi di vetro, stoviglie incrinate accanto ad alcune miracolosamente rimaste intatte; quaderni, scarpe, tessuti sbiaditi, carte da gioco di chissà quale partita mai conclusa. L’intonaco dei muri è sgretolato eppure ancora il colore è vivo; le porte e gli infissi di legno, scorticati, ancora si reggono sui cardini arrugginiti.
Sopra a ogni cosa, polvere densa e spessa che racconta un immobilismo forzato, innaturale, che dura da anni. Si guardano le immagini e pare di poter sentire il silenzio straniante che impregna i luoghi abbandonati.

La fotografia di Peter Strebel è spietata e documenta la rovina senza fare sconti, indugiando sui particolari, trasformando crepe e macchie di intonaco in quadri surreali (mirabili gli scatti macro). Il suo sguardo però è quello di un artista sensibile, che dona dignità a oggetti deteriorati dal tempo e dall’abbandono come uno scarpone o una bottiglia di liquore e li trasforma in protagonisti di un dramma antico eppure ancora vivo.

È in questo punto di equilibrio che la poesia di Nicola D’Imperio trova posto. La sua è la voce del rimpianto, della nostalgia, della commozione. Ogni scatto gli riporta alla mente scene di vita comune osservata e vissuta da bambino nel suo paese d’origine. La realtà dolorosa e le immagini ancora vivide dei ricordi si mescolano e sovrappongono nei suoi versi dolenti e delicati, dove le parole sono carezze accompagnate da un sorriso rassegnato e da una lacrima. D’Imperio ci restituisce i colori, i suoni e i profumi vivaci e freschi di una vita semplice ed autentica, accostati allo sgomento della perdita irreparabile delle proprie radici.

Non ho potuto fare a meno di commuovermi profondamente sfogliando questo libro. Sono tanti i modi in cui si può raccontare una tragedia. La via dell’arte -in questo caso sotto forma di fotografia e poesia- non rende certo facile il compito ma ha il privilegio di sfiorare con delicatezza l’animo di chi legge e osserva, scavandovi un solco che si fa profondo e arriva fino al cuore.

Questo è ciò che mi ha lasciato il lavoro, meraviglioso, di Peter Strebel e Nicola D’Imperio.

Non potrei concludere in altro modo se non donandovi una delle poesie tratte e alcuni scatti tratti da questo volume.

 

L’ALBA DI LEVI

La strada in discesa ripida e fangosa

percorsa dal paese alla fiumara,

in un cammino lungo e senza posa,

dai contadini e da quella amara

gente incerta del suo giorno e della vita.

La luce del mattino è ancora nera,

solo a sinistra un cenno di schiarita

del cielo che si fa sempre più viola

a comparir nel buio quella schiera

che va senza rumore e far parola.

Vanno d’oscuro, camminano di notte,

neri nel nero avvolti nei mantelli,

fantasmi di un destino che li inghiotte;

del ventre della terra son fratelli.

 

Articolo a cura di Letizia Rossi

 

  • Fotografie e poesia tratte da:
          “Si specchia ancora nel fiume – Alianello tra foto, arte e poesia”
  • Fotografie d’arte di Peter Strebel
    Poesie di Nicola D’Imperio
    Edizioni Magister

 

 

 

 

 

Consigli di lettura – Summer edition

L’estate è arrivata e con essa la voglia di meritato riposo!

Che sia in riva al mare sotto l’ombrellone, a bordo piscina, seduti su una panchina vista lago, sulla vetta di una montagna o sul divano di casa propria, cosa c’è di meglio di un buon libro per regalarsi una coccola durante le vacanze?

Assolutamente nulla!

Elena e Letizia, hanno raccolto in questo articolo 10 letture, consigliate per passare al meglio la vostra estate.

 

L’OMBRA DEL VENTO – Carlos Ruiz Zafon

TE LO CONSIGLIAMO PERCHÉ…

… è un libro che parla di libri e di scrittori! C’è un mistero da svelare, un presente che si intreccia col passato, un amore forte, capace di sopravvivere alle difficoltà e al logorio degli anni. E poi c’è lei, Barcellona, che fa da magnifico sfondo alla storia. Zafon ti cattura con una narrazione serrata,  alcuni colpi di scena (non troppi, quelli “giusti”), personaggi interessanti e ben delineati e un intreccio molto efficace.

COME INIZIA

<<Ricordo ancora il mattino in cui mio padre mi fece conoscere il Cimitero dei Libri Dimenticati. Erano i primi giorni dell’estate del 1945 e noi camminavamo per le strade di una Barcellona intrappolata sotto cieli di cenere e un sole vaporoso che si spandeva sulla rambla de Santa Mónica in una ghirlanda di rame liquido.

“Daniel, quello che vedrai oggi non devi raccontarlo a nessuno” disse mio padre. “Neppure al tuo amico Tomás. A nessuno.”

“Neppure alla mamma?” domandai sottovoce.

Mio padre sospirò, trincerandosi dietro il sorriso dolente che lo seguiva come un’ombra nella vita.

“Ma certo” rispose a capo chino. “Per lei non abbiamo segreti. A lei puoi raccontare tutto.”>>

 

IL SENSO DELLA COLPA – Daniel Di Benedetto

TE LO CONSIGLIAMO PERCHÉ…

…è un libro intenso.

Una giovane donna dal sorriso donatole dalla natura in persona non c’è più, la sua vita spezzata in una notte.

Un uomo tutto d’un pezzo, smarrito e vuoto di fronte a questa morte improvvisa.

Un romanzo a più voci, di narrativa, con venature dal sapore noir.

Un romanzo che costringe a fare i conti con i propri fantasmi, a riflettere e a lasciarsi trascinare nel turbinio delle emozioni.

Un romanzo dal sapore amaro del dolore struggente e dal profumo delicato della speranza.

COME INIZIA…

Motel Caprice de Dieux. Venerdì 25 settembre.

Sul materasso, mutandine nere macchiate di sperma.

Sparso sul pavimento, quel che resta di una notte vissuta fino all’ultimo respiro.

Briciole e grissini spezzati a metà.

Scatolette vuote di cibo e di tempo. La custodia di un compact disc, aperta e senza contenuto.

Sul vetro in plexiglas, tracce consistenti di polvere biancastra.

Vestiti disseminati ovunque, gettati a terra con la noncuranza di chi si è intrattenuto qui per ben altri motivi che dormire.

Ai piedi del letto, in un colore reso indecifrabile dalle luci artificiali, un lenzuolo arrotolato su se stesso.

Sembra contenga qualcosa.

Anzi, qualcuno.

 

EVA LUNA – Isabel Allende

TE LO CONSIGLIAMO PERCHÉ…

… è la storia di una vita incredibile, avventurosa e quasi magica. Isabel Allende celebra la Donna, quella con la D maiuscola, attraverso la storia di Eva Luna, creatura che racchiude in sé tanto la cultura indigena della più profonda e selvaggia foresta amazzonica quanto il desiderio di emancipazione e ricerca di se stessa. I paesaggi, gli odori, i rumori, sono quelli di un Sudamerica andato quasi perduto, raccontato in maniera sensuale e poetica. “Eva Luna” è quasi una fiaba… e voi, seguendo la protagonista, sognerete insieme a lei, dalla prima all’ultima pagina.

COME INIZIA…

<<Mi chiamo Eva, che vuole dire vita, secondo un libro che mia madre consultò per scegliermi il nome. Sono nata nell’ultima stanza di una casa buia e sono cresciuta fra mobili antichi, libri in latino e mummie, ma questo non mi ha resa malinconica, perché sono venuta al mondo con un soffio di foresta nella memoria. Mio padre, un indiano dagli occhi gialli, veniva dal luogo in cui si uniscono cento fiumi, odorava di bosco e non guardava mai direttamente il cielo, perché era cresciuto sotto la cupola degli alberi e la luce gli sembrava indecorosa. Consuelo, mia madre, aveva trascorso l’infanzia in una regione incantata, dove per secoli gli avventurieri hanno cercato la città di oro puro vista dai conquistatori spagnoli allorché si affacciarono sugli abissi della loro ambizione. Quel paesaggio aveva lasciato in lei una traccia che in qualche modo riuscì a trasmettermi.>>

 

WC TALES – Brevi storie per una sana e corretta attività intestinale – Vincenzo De Lillo

TE LO CONSIGLIAMO PERCHÉ…

…è un libro adatto a tutti. Ironico, pungente e sarcastico.

Un libro apparentemente senza pretese, leggero, scorrevole e divertente, ma che cela pensieri e tematiche molto profonde.

Un libro che mette a nudo la vera natura umana, politicamente scorretto e che ha la capacità di costringere a pensare con estrema e frizzante semplicità.

COME INIZIA…

Si chiama Michael Wender il 18enne americano protagonista di questa storia a dir poco incredibile che, oltre a farlo salire alla ribalta delle cronache mondiali in questi ultimi giorni, gli è costata l’arresto immediato, motivato dalle gravi accuse di violazione di domicilio, devastazione e sequestro di persona.

Un quadro giudiziario complicato che Wender si troverà a dover affrontare in tribunale,

dove dovrà spiegare alla corte cosa l’ha spinto a fare irruzione nella casa dei vicini, devastarne in parte l’arredamento e chiudere i due anziani coniugi proprietari nel

seminterrato della stessa abitazione.

 

PATAGONIA EXPRESS – Luis Sépulveda

TE LO CONSIGLIAMO PERCHÉ…

… non è semplicemente il racconto di un viaggio. È il ritorno di un uomo alla sua terra, dopo nove anni di esilio. È scoprire le meraviglie paesaggistiche e, soprattutto, umane, attraverso gli occhi di chi quella Patagonia la conosce, la sa capire, l’ha vissuta e ne ha sentito la mancanza in modo lacerante. È avvicinarsi con sguardo a volte spietato, altre commosso, a un mondo totalmente inaspettato e stupefacente, che per noi europei potrebbe sembrare a volte incomprensibile ma del quale sarà impossibile non riconoscere la bellezza violenta e struggente. Sépulveda, di questo mondo e di questa terra, riesce a farcene innamorare, al punto da congedarsi da noi, con l’ultima pagina, lasciandoci un desiderio ardente di vederla e viverla di persona, la sua Patagonia.

COME INIZIA…

<<Bene, eccoci qua, dico sottovoce, e un gabbiano si volta a guardarmi un istante. “Un altro matto,” penserà il gabbiano, perché in realtà sono solo, davanti al mare, a Chonchi, un porto dell’Isola Grande di Chiloé, nell’estremo sud del mondo.
Aspetto che diano l’ordine di salire sul Colono, un traghetto verniciato di rosso e di bianco, che dopo vari decenni passati a navigare nel Mar Baltico, Mediterraneo e Adriatico, è venuto a galleggiare sulle fredde, profonde e imprevedibile acque australi.

Il Colono, dopo le preannunciate ventiquattr’ore di navigazione, che in realtà possono essere trenta o più, tutto dipende dai capricci del mare e dei venti, mi lascerà circa cinquecento miglia più a sud, in mezzo alla Patagonia cilena.>>

 

PER AMORE DI UN CORSARO – Mirta Drake

TE LO CONSIGLIAMO PERCHÉ…

…perché un pizzico di romanticismo non guasta mai.

Perché troveremo una protagonista fuori dall’ordinario e una storia d’amore, che ci regalerà momenti di dolcissima leggerezza.

Perché a volte bisogna concedersi una coccola e questo libro lo è.

COME INIZIA…

La nave beccheggiava tra i flutti, abbordata da una galea pirata. Lady Elizabeth Cavendish, in cabina, si stringeva nel suo scialle crema e tremava nonostante il caldo, rannicchiata sul letto sgualcito accanto alla paratia.

Suo marito, lord John Cavendish, passeggiava nervosamente nell’esiguo spazio a disposizione. L’aria era soffocante, la calura quasi insopportabile.

<< Andrà tutto bene, Elizabeth, vedrete >>disse l’uomo. La sua voce però tradiva l’ansia che non osava esternare.

<< Ve lo avevo detto che sarebbe stato pericoloso>> mormorò lady Elizabeth tergendosi una lacrima dal viso esangue

 

CAMERA CON VISTA – Edward Morgan Forster

TE LO CONSIGLIAMO PERCHÉ…

… la propria indipendenza ed emancipazione non si possono dare per scontate. Questo libro potremmo definirlo un “romance”, è vero, ma non c’è solo una storia d’amore al centro di tutto. C’è il desiderio di rompere gli schemi, il coraggio di essere se stessi ed esprimere il proprio pensiero e i propri sentimenti, anche se vanno controcorrente. Tutte cose che, nella società inglese a cavallo del XIX e XX secolo (periodo in cui è ambientato il romanzo), erano considerate quasi follie e causavano spesso l’isolamento.

Forster racconta la storia di Lucy passando attraverso le emozioni contrastanti che la pervadono, il suo senso di frustrazione e inadeguatezza e, infine, la vittoria sulle pressioni e le aspettative di quella borghesia inglese di cui fa parte. Il tono però non è mai pesante: la scrittura scorre piacevole, ricca e raffinata eppure al tempo stesso moderna, a tratti spiritosa. Sarà facile lasciarsi coinvolgere, pagina dopo pagina, finché non si arriva all’epilogo, con un sorriso sulle labbra.

COME INIZIA…

<< “La Signora non aveva diritto di farlo”, disse Miss Bartlett, “assolutamente nessun diritto. Ci aveva promesso delle camere a Sud, con vista, vicine, e invece abbiamo due camere a Nord che danno sul cortile, e molto distanti l’una dall’altra. Oh Lucy!”

“E una cockney, oltretutto”, disse Lucy, che era stata ancor più rattristata dall’inatteso accento della Signora. “Questa potrebbe essere Londra.” Lanciò un’occhiata alle due file d’inglesi seduti a tavola; la fila di bottiglie d’acqua e di vino rosso che circolavano tra gli inglesi; i ritratti della defunta regina e del defunto Poeta Laureata, dalle pesanti cornici, appesi dietro gli inglesi; e l’avviso della Chiesa d’Inghilterra (Rev. Cuthbert Eager M.A., Oxon), che costituiva l’unico altro ornamento della parete. “Charlotte, non pare anche a te di essere a Londra? Non riesco quasi a credere che fuori di qui ci sia un mondo di cose completamente diverse. Immagino dipenda dalla stanchezza.”>>

 

NORA  – Giacomo Ferraiuolo

TE LO CONSIGLIAMO PERCHÉ…

…i veri mostri si confondono tra di noi. Un horror psicologico forte e devastante. Un romanzo crudo e spaventoso, perché ci obbliga a guardarci dentro.

Un romanzo che fa paura, perché Nora potrebbe essere chiunque, la nostra vicina, la nostra migliore amica o addirittura noi stessi.

Una donna malata, distrutta e vittima.

Una donna malata, distrutta e carnefice.

Il male si cela dentro ognuno di noi e a volte guardarsi allo specchio diventa terribilmente difficile.

COME INIZIA…

Vedeva il suo riflesso nello specchio del bagno, lacrime macchiate di rosso strisciavano lungo quella lastra gelida.

La sua bocca, piegata verso il basso in un’espressione bizzarra, cominciò a muovere gli angoli verso il naso, cercando di assumere un progressivo sorriso.

Il risultato fu più sinistro di quanto credesse.

All’improvviso senti battere contro il portone.

Le loro voci si persero nei corridoi, parole e frasi risucchiate dalle ombre immobili agli angoli delle mura sagome scure che strisciarono al riparo dietro il divano o sotto il lettino della camera riempita di pupazzi impolverati.

 

L’UOMO DEI CERCHI AZZURRI  – Fred Vargas

TE LO CONSIGLIAMO PERCHÉ…

… non è il “solito” giallo. Certo, gli elementi ci sono tutti: un omicidio, un commissario che indaga, personaggi sospetti. Se però vi aspettate la scrittura asciutta, diretta, seria e drammatica tipica dei libri di questo genere, resterete spiazzati. I personaggi (primo tra tutti il commissario Adamsberg) sono decisamente sopra le righe, totalmente imprevedibili e anticonvenzionali. I dialoghi sono straordinari, anche questi completamente fuori da ogni cliché. E la scrittura di Vargas è come una danza un po’ folle: a tratti delicata e poetica, elegante, poi tutto d’un tratto sarcastica e goffa, ma è solo un’apparenza per mimetizzare la sua genialità.

COME INIZIA…

<<Mathilde tirò fuori l’agenda e scrisse: “Il tizio seduto alla mia sinistra mi prende per i fondelli.” Bevve un sorso di birra e lanciò un’altra occhiata al vicino, un tizio immenso che da dieci minuti tamburellava con le dita sul tavolo.

Aggiunse sull’agenda: “Si è seduto troppo vicino, come se ci conoscessimo, invece io non l’ho mai visto. Sono sicura che non l’ho mai visto. Non c’è molto altro da dire su questo tizio che porta un paio di occhiali neri. Sono seduta all’aperto al Café Saint-Jacques e ho ordinato una birra alla spina. La bevo. Mi concentro sulla birra. Non trovo niente di meglio da fare”.
Il vicino di Mathilde continuava a tamburellare sul tavolo.
-C’è qualcosa che non va?- domandò lei.
Mathilde aveva la voce bassa e molto roca.
L’uomo reputò che fosse una donna, e che fumasse tantissimo.
-Niente. Perché?- domandò l’uomo.

-Credo che mi dia sui nervi vederla giocherellare con il tavolo. Oggi tutto mi irrita.>>

 

I VOLTI DELL’APOCALISSE – Giovanni Magistrelli

TE LO CONSIGLIAMO PERCHÉ…

… ti farà dimenticare di respirare finché non arriverai all’ultima pagina. Un giallo ambientato a Milano, dove a condurre le indagini “dietro le quinte” è un’ex ispettore di polizia, Ribe Daverio, donna dal carattere forte e impulsivo, al tempo stesso dotata di un fortissimo intuito. Una storia che scorre su tre binari apparentemente paralleli e che, col procedere della narrazione, finiranno per congiungersi, deflagrando in un finale inatteso e spiazzante. Tanta psicologia dietro a dei personaggi complessi e per niente scontati, e la tensione che cresce, all’inizio impalpabile e, infine, implacabile.

COME INIZIA…

<<Amore mio, ho sofferto così a lungo, in silenzio.
Ho smesso da molto tempo di piangere perché ho esaurito tutte le mie lacrime.
Ma non passa un solo momento senza che io pensi a te.
La mia solitudine all’inizio è stata una maledizione.
Non eri più al mio fianco.
Non eri più nella mia vita.
All’inizio, quando mi lasciasti, la domanda più ricorrente nella mia testa fu come avrei potuto continuare a vivere senza di te.
Poi, un giorno, finalmente, trovai la salvezza.
Successe in una libreria, quella dove andavamo spesso insieme, quando avevamo del tempo libero.
Presi in mano una copia della Bibbia e aprii una pagina a caso.
Il mio sguardo, come ipnotizzato, cadde subito sulle parole stampate ed iniziai a leggerle, amore mio.
Era la fine del Libro dell’Apocalisse dell’apostolo Giovanni.
L’ultimo capitolo, quello che annuncia la venuta del Signore.
Lessi la pagina e fu come guardarmi allo specchio.>>

 

 

 

 

 

Lo Staff si presenta

Elena

 

        

Mi chiamo Elena, sono nata il 27 Luglio del 1987 a Milano e sono la fondatrice del Blog letterario “Sogni di carta e altre storie…”.

Diplomata al Liceo artistico statale primo di Brera nel 2005, proseguo i miei studi in ambito artistico presso l’ Università degli studi di Milano.

Conseguo i diplomi aggiuntivi da makeup artist e da vetrinista negli stessi anni e non abbandono la passione per il disegno.

La costante ricerca della perfezione nell’arte in ogni sua forma è da sempre il motore che mi spinge a compiere ogni scelta.

Frequento numerosi corsi con lo scopo di ampliare le mie conoscenze.

Tra i tanti, un corso di scrittura creativa e uno di fotografia.

La passione per la lettura nasce piuttosto tardi, al primo anno di liceo.

Per me fu un anno molto particolare, in cui dovetti mettermi alla prova in varie circostanze e in cui la curiosità e il bisogno di imparare mi spingevano a intraprendere mille attività diverse.

Se da un lato il caos in cui ero immersa era assurdamente stimolante (e lo è ancora oggi) dall’altro non mi permetteva di canalizzare le energie nel modo corretto, cosi la mia allora professoressa di Storia dell’arte mi consiglio di sedermi almeno mezz’ora al giorno davanti a un libro, poiché questo mi avrebbe permesso di vivere mille vite come il mio istinto voleva, senza però perdere la strada e mi regalò quello che fu la mia prima lettura vera, un romanzo fantasy di Terry Brooks “Il magico regno di Landover”.

Da quel primo libro la strada fu tutta in discesa e iniziai a divorare un titolo dietro l’altro, spaziando in generi sempre diversi: dai classici ai distopici, passando dai gialli, dai trattati filosofici e psicologici fino a raggiungere l’horror e la narrativa pura.

Insomma, ad oggi mi definisco una lettrice onnivora, non importa quale sia il genere di appartenenza di un romanzo, l’importante è che sia in grado di regalarmi emozioni forti e vere.

Sono una persona che vive tutto con estrema intensità, dando il 100% in ogni cosa, nei rapporti umani, nel lavoro e negli hobby.

Necessito costantemente di nuovi stimoli che soddisfino la mia voglia di imparare e mettermi alla prova, che mi spingano a superarmi ogni volta, crescendo e migliorando.

La mia passione per la lettura mi ha portato a conoscere molte persone, una delle quali mi ha introdotto nello staff di un blog letterario molto conosciuto, spingendomi a iniziare a recensire.

La collaborazione è durata per più di un anno, ed è stata un’esperienza magnifica che mi ha regalato tantissime emozioni, mi ha fatto stringere amicizie importanti e mi ha insegnato molto.

A marzo 2018 ho preso la decisione di abbandonare, per prendermi un periodo di pausa e capire quale fosse la mia strada. Ne sono conseguiti due mesi fatti di piccole collaborazioni con alcuni gruppi e pagine facebook dedicate alla lettura ed esperienze in ambito fieristico come illustratrice. Alla fine, la mia voglia di fare è riemersa facendo nascere quello che oggi è il Mio Blog “SOGNI DI CARTA E ALTRE STORIE…”, uno spazio dove posso esprimere me stessa, parlando di quello che amo.

A distanza di pochissimi giorni dall’apertura, ho deciso di chiedere a Letizia, conosciuta proprio nel blog in cui precedentemente collaboravamo entrambe, di diventare la mia spalla e lei ha accetto senza riserve.

Ad unirci, oltre a una profonda stima reciproca e una bellissima amicizia, la voglia di fare e di approfondire i dettagli e le sfumature che si nascondono tra le parole.

Dietro la maschera da Wonder Woman celo volontariamente una punta di insicurezza (una punta bella grande ad essere sincera) e una ragazza semplice, solare, un po’ lunatica e ribelle, che non sa stare seduta composta, che ama il calcio, la birra rossa, la montagna soprattutto in estate e la musica rock.

Ci sono tre libri che hanno cambiato sostanzialmente il mio modo di vedere il mondo e di affrontare la vita:

“Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carrol, perché mi ha insegnato a rimanere sempre aggrappata al mio lato fanciullesco, a guardare oltre l’apparenza e a non omologarmi mai alla massa.

“Sulla strada” di Jack Kerouac, perché mi ha insegnato a non arrendermi mai, a non giudicare e a vivere la vita come un viaggio.

“Waiting” di Daniel Di Benedetto, dal quale ho imparato a godere del piacere dell’attesa , a prendermi il tempo giusto per vivere e comprendere ogni singola emozione e a lasciare che a volte il cuore vada avanti da sé, senza seguire la ragione.

Letizia

 

      

Mi chiamo Letizia, sono nata il 16 gennaio, classe 1979. Vivo nella provincia di Ancona, in una piccola città a metà strada tra il mare e le splendide colline marchigiane, insieme a mio marito Marco e a mio figlio Michele.

Sono diplomata in pianoforte e canto lirico al conservatorio; dopo il percorso accademico mi sono  specializzata nel canto jazz, il mio primo, grande amore. Da più di vent’anni sono docente nella scuola civica musicale del paese dove abito; amo profondamente il mio lavoro e lo porto avanti con passione ed entusiasmo.

L’amore per la lettura è nato prestissimo: a 4 anni avevo già imparato a leggere da sola e da quel momento non mi sono più fermata. Libri, libri e ancora libri a tonnellate. Ogni momento libero dai compiti e dallo studio lo trascorrevo con il naso tuffato in mezzo alle pagine, ad annusare il profumo inconfondibile della carta, sognando di posti a me sconosciuti e lasciandomi travolgere dalle emozioni che ogni storia sapeva donarmi.

Ho sempre letto di tutto, senza limitarmi: narrativa, classici, noir, gialli, distopici, fantasy… e non ho ancora capito quale sia il mio genere preferito! Se all’inizio mi bastava una storia coinvolgente per farmi amare un libro, col tempo ho imparato ad osservare e valutarne anche altri aspetti e adesso mi piace analizzare la scrittura, lo stile, la ricchezza del linguaggio. Ovvio, le emozioni non devono mancare mai, altrimenti non avrebbe senso leggere!

Oltre alla lettura, ho sempre avuto, fin da piccola, una inclinazione naturale per la scrittura, al punto che ogni compito in classe di italiano per me era un momento entusiasmante (sì, lo so che c’è del patologico in questo ma, tranquilli, non sono pericolosa… almeno credo…)! Non ho mai avuto modo di coltivare come avrei voluto questa passione; iniziare a recensire libri è stata l’occasione che aspettavo per poter dare sfogo finalmente anche a questo mio lato creativo, che ho tenuto in ombra per tanto tempo.

Io ed Elena ci siamo incontrate (e scoperte, è proprio il caso di dirlo) in un blog con il quale abbiamo collaborato e ci è bastato poco per capire che abbiamo tantissimo in comune. Non solo l’amore per la lettura e per la scrittura ma anche la stessa sensibilità, l’attenzione per le sfumature e per i particolari, il desiderio di andare oltre le parole e cogliere l’essenza profonda di ciò che leggiamo. Se pur per motivi differenti, entrambe abbiamo maturato qualche tempo fa la decisione di interrompere la collaborazione con quel blog, ma il nostro rapporto è rimasto solido e siamo rimaste in contatto anche al di fuori di quel contesto. Quando lei ha deciso di creare il suo, di blog, e mi ha chiesto di collaborare non ho avuto la minima esitazione… e così eccomi qui, ad editare e recensire per Sogni di Carta.

Nonostante i capelli lunghi e biondi e il tacco immancabile ogni giorno, nascondo un’anima da maschiaccio. Adoro guidare e andare in moto, bevo birra con la stessa scioltezza con cui bevo l’acqua; sono una persona tranquilla e accomodante ma ogni tanto il Capricorno che è in me prende il sopravvento ed emerge tutta la mia fermezza (e anche la testardaggine, lo ammetto) e se c’è una cosa a cui non potrei mai rinunciare nella vita è la mia indipendenza.

I tre libri che hanno segnato la mia vita:

“Cuore Satellite”, di Pierpaolo Mandetta. Un libro piccolo, il primo di un autore emergente, che ho letto in un momento particolare della mia vita e che ha dato nome e risposte a ciò che stavo vivendo, in modo semplice e commovente. Ho sempre pensato che i libri “vengano” da noi nel momento più opportuno: in questo caso è andata esattamente così.

“Oceano Mare”, di Alessandro Baricco. Il libro che mi ha fatto comprendere quanto possa essere potente la scrittura, quanto le parole siano al tempo stesso melodia e ritmo, immagine visiva, sensazione fisica, poesia e prosa intrecciate tra loro. Il libro che mi ha fatto, forse per la prima volta in vita mia, avvertire il desiderio di esprimermi anche attraverso la scrittura.

“Il signore degli Anelli”, di John Ronald Reuel Tolkien. Epico, teologico, fantastico, introspettivo, innovativo, psicologico, simbolico: immenso capolavoro. Un libro che è uno spartiacque: dopo la sua pubblicazione, tutto è cambiato. Una lettura che ogni due, tre anni, è necessaria per la mia mente e per la mia anima.

 

Presentazione “INTOCCABILI” di Valerio La Martire

Presentazione Intoccabili di Valerio La Martire

Mondadori Megastore  (Milano via Marghera)

Giovedì 24 Maggio 2018

Venerdì 25 Maggio 2018

“…ognuno di noi deve mettere a disposizione degli altri quello che ha. Io penso di saper scrivere storie; avrei potuto farlo andando sul campo raccogliendo testimonianze reali ma ho preferito farlo nel modo meno impattante possibile, senza essere un peso in un luogo dove già le risorse erano scarse e preziose. Mi è sembrato fosse il modo meno egoistico di dare una mano.”

Ho scelto di aprire l’articolo con questa frase di Valerio La Martire, pronunciata durante la presentazione del suo romanzo “Intoccabili”, poiché credo rappresenti a suo modo il fulcro di quello che è stato il percorso difficile e profondo che si cela dietro il libro.

Seguo sempre con immenso piacere, quando mi è possibile, le presentazioni dei libri, poiché credo permettano di comprendere a fondo ciò che l’autore vuole raccontare attraverso le pagine del suo romanzo.

Quando si tratta della presentazione di “Intoccabili”, la mia teoria diventa un dato di fatto innegabile.

Avevo già avuto il piacere di assistere ad un’altra tappa del tour di presentazione di questo scritto durante Tempo di Libri a Milano nel 2017 e, nonostante questo, ho deciso di partecipare comunque all’evento svoltosi ieri sera presso il Megastore Mondadori di via Marghera del capoluogo lombardo.

Presente, oltre all’autore Valerio La Martire, Angelo Rusconi, logista di Medici Senza Frontiere e Ruggero Giuliani, medico e coordinatore di Elwa3, il campo di cui si parla nel libro, che ha vissuto sul luogo l’esperienza della più grande epidemia di Ebola mai affrontata dall’umanità.

Interessanti le testimonianze di chi l’epidemia l’ha vista e vissuta da vicino, nascosto sotto tute protettive pesanti, non solo nel senso letterale del termine.

Sono stati raccontati, infatti, aneddoti legati a queste tute che facevano riferimento alla loro importanza, a quanto fosse lungo e minuzioso il processo di vestizione e di quanto fosse importante fare attenzione anche a quelli che sembravano piccoli e insignificanti dettagli durante la vestizione, per evitare il contagio.

È stata raccontata la paura verso l’ignoto in tutte le varianti possibili.

Paura degli abitanti locali, degli operatori umanitari e dei medici nei confronti di una malattia così poco conosciuta, in grado di seminare morte attraverso poche gocce di liquidi corporei.

Paura di non avere i mezzi per fermare l’epidemia, di sbagliare, di prendere decisioni difficili ma necessarie e, infine, di non aver fatto abbastanza.

Emblematica la risposta dell’operatore umanitario di Medici Senza Frontiere, Angelo Rusconi, alla domanda di Sergio Ramazzotti, moderatore della presentazione: “Cosa vi ha spinto ad andare fin là?”:

“Mio figlio! Perché spero con tutto me stesso che se un giorno, che mi auguro non arrivi mai, mio figlio fosse nelle stesse condizioni di quei bambini in balìa di un’epidemia dalla portata immensa, qualcuno da molto lontano parta per aiutarlo al fianco della popolazione locale”.

Per me, la partecipazione a questo evento è stata, ancora una volta, un’esperienza profonda e intensa, che mi ha lasciato un insegnamento importantissimo che fa riferimento alle parole citate a inizio articolo da Valerio La Martire: ognuno di noi può fare qualcosa, nel suo piccolo, nel limite delle proprie capacità, ogni singola persona può fare la differenza.

Vi lascio con un’ultima frase di Angelo Rusconi, che riassume alla perfezione ciò che si cela dietro il romanzo e dietro la macchina di aiuti che si è mossa per questa tragedia che ha colpito persone di ogni età  ed etnia:

“La vera forza, sta nell’insieme. Ogni individuo è un tassello con qualcosa da dare ed è solo quando si è in squadra, quando si uniscono tutti i tasselli, che il motore può funzionare alla perfezione”.

 

 

 

Credits:

Articolo a cura di Elena Galati Giordano

Editing a cura di Letizia Rossi