Recensione Anteprima “WATERGRACE” di Hendrik R.Rose a cura di Sara Canini

sinossi

In un futuro medievale due popoli diversi sono divisi dalla guerra e dall’odio. Gli ardesiani di Ardesia sono carnivori e fedeli agli dei, i rosensin di Rosemund vegetariani, atei e fumatori d’erba, solo la strabiliante attitudine al combattimento, arte appresa sin da bambini, li accomuna e li unisce.

Più volte, in segreto, tra i boschi ai confini dei due regni, le amazzoni di Rosemund invitano i vigorosi cavalieri di Ardesia a misurarsi in dispute fondate sullo sprezzo del pericolo e sulla tacita attrazione.

Pur dando prova della loro prestanza fisica e del loro coraggio, nei rosensin rimane solo un limite, la «watergrace», un incanto ancestrale che li rende incapaci di nuotare e che condanna alla morte chiunque abbia l’ardire di sfidare l’acqua. Una maledizione che Sophie, principessa di Rosemund ed Evan, cadetto di Ardesia, saranno costretti ad affrontare per sfuggire a una presenza ostile che dopo una lunga assenza tornerà per condurre ogni cosa nel caos. Un crepuscolo scenderà cupo sulla ragione e sulla pace trascinando Evan e Sophie, i due amanti, in un abisso da cui dovranno salvarsi da soli.

recensioneanteprima

In apparenza, il binomio Dark Zone Edizioni – letteratura romance può sembrare insolito ai più, perché la prima è specializzata in fantasy (in tutte le sue molteplici sfaccettature) e la seconda è ormai ben consolidata nel mercato self.

In verità, certi titoli meritano attenzioni particolari e non perché alcuni siano più meritevoli di altri: più semplicemente, un buon editore può tirar fuori dei punti di forza che il mercato non sa trovare in uno scritto. Nello specifico, quando il genere madre incontra delle nuance particolari, la natura di un testo vira verso la creazione di un ibrido che difficilmente riesce ad essere preso sul serio e ad affermarsi in un mercato più ampio delle vetrine Amazon e affini. Mentre alcuni lettori restano fedeli agli schemi che vedono i generi letterari delimitati in maniera netta, una fetta di pubblico sempre più importante diventa fluida e cerca nei testi il dettaglio capace di accalappiare la sua attenzione. Insomma, niente più fedeltà al genere, bensì al contenuto.

Sono queste le basi su cui è nato ed evoluto il genere romance. Costola della letteratura rosa, ha saputo tirare a sé un pubblico ormai annoiato dalle ripetitive vicissitudini amorose della Mary Sue di turno e incrociandosi con altri generi letterari, ha partorito poi degli ibridi apprezzatissimi. Pensiamo all’opera di Stephanie Meyer, Twilight, che non nasce con lo scopo di imporsi nel circuito della letteratura horror mondiale (ciò che in molti fanno difficoltà a capire), ma che invece rivendica a gran voce la propria appartenenza all’ibrido genere dei paranormal romance.

È il caso di “Watergrace” di Hendrik R. Rose, titolo Dark Zone Edizioni, in uscita in questi giorni.

Parliamo di un testo visibilmente più corposo di altri titoli dello stesso genere e difficilmente piazzabile nel mercato libero dei self. Il motivo? Watergrace è più complesso di altri romance, maggiormente articolato, ben strutturato, caratterizzato il giusto e approfondito dal punto di vista emotivo. Più maturo e meno scarno, per essere precisi.

Innanzitutto, l’autrice offre un racconto scorrevole, a tratti davvero piacevole, perché contornato da descrizioni differenti dall’addominale in bella mostra o dal labbro morso per passione repressa. Parliamo di scenari suggestivi, ambientazioni ben chiare nella fantasia di una scrittrice che ha saputo metterli su carta in maniera fine, gentile, importante ma mai pesante. Ciò denota un pensiero più sottile e articolato del semplice segmento che lega A e B, il quale fa spesso storcere la bocca ai lettori di altri generi.

L’esempio principe è rappresentato dalla definizione vera e propria di watergrace, ossia l’incapacità di nuotare di ogni Rosensin. Intorno a quello che è di fatto un limite, mentre per alcuni sembra quasi leggenda, ruota la vicenda che avvicina due culture molto diverse e in lotta tra loro: da un lato ci sono i Rosesin di Rosemund e dall’altra gli Ardesiani di Artesia.

Tra le pagine si trova una contrapposizione che ricorda l’intolleranza tra Montecchi e Capuleti e infatti, proprio come in “Romeo e Giulietta”, il genere di interazioni e i meccanismi narrativi sono fin da subito molto chiari. Proprio perché già noti, ci si stupisce di quanto velocemente scorrano le pagine, ma non è solo lo stile poetico e contemporaneo, i personaggi forti ma allo stesso tempo umani, la vicenda dura e piacevole a fare perno sul naturale apprezzamento del bello che tutti noi abbiamo.

L’autrice va oltre Romeo e Giulietta e articola una storia che sembra più volte correre in mille direzioni, che alla fine si ricongiungono e abbracciano un finale totalmente inaspettato.

La caratterizzazione dei personaggi si allunga in più pagine e racconta di Sophie, Evan, Brent e tanti altri come fossero protagonisti di un film: con la stessa poesia de “Sogno di una notte di mezza estate”, lo spettatore/ lettore segue l’onda emotiva di ogni protagonista ed entra nell’intimità di ognuno come fosse una qualsiasi stanza del medesimo castello. Ottima la capacità di far comprendere ciò che il personaggio sta provando e questo va al di là delle parole usate, concentrandosi su gesti, frasi, silenzi che non passano inosservati a un lettore attento.

Ciò che sorprende di Watergrace, e che lo differenzia dalle altre proposte romance del momento, è la pienezza di uno scritto che non sembra nato solamente per raccontare l’avvicinamento tra due mondi: Watergrace è pensato, scritto e proposto come un racconto completo a cui non manca nulla e il genere, paranormal romance, serve solo per etichettare il tomo sullo scaffale.

Si tratta di un viaggio su sfondo rosa, piacevole e allo stesso tempo impegnativo; perché romantico può essere di qualità, se fatto con qualità come in questo caso.

Libri sotto l’ombrellone – I consigli di Sogni di Carta – Part 3

Buongiorno!

Siamo arrivati alla terza puntata del nostro appuntamento dedicato ai consigli di lettura “libri sotto l’ombrellone”

Quali saranno i titoli scelti oggi per voi?

Andiamo a sbirciare assieme….

Buona Lettura!

 

Oltre la barriera – Filippo Mammoli

Coraggio: questa  è la parola chiave per scoprire i segreti di un romanzo controverso ed  emotivamente sconvolgente.

Una storia dura, che sfida il bigottismo e affronta a testa alta temi scottanti come la vita e la morte.

Un libro capace di scatenare nel lettore un  meccanismo di ribellione e di  pensiero scritto da una penna in grado di mantenere costante il livello di adrenalina.

 

Il tempo degli Dei – Giovanni Magistrelli

Che cosa accadrebbe se la Terra in realtà fosse governata da Odino e le religioni monoteiste fossero solo una copertura? E se lo stesso Odino, per riportare ordine e pace tra gli uomini, decidesse di manifestarsi e imporre il suo dominio e il suo volere?
A metà tra il fantasy e il thriller, ricco di colpi di scena e dal ritmo incalzante, “Il Tempo degli Dei”

trasporta in un presente parallelo e non risparmia riflessioni su temi importanti legati all’etica e alla politica.

 

Cuore di lupo – Chiara Casalini.

La determinazione e la speranza.

La forza di risollevarsi, di conoscersi, di accettare i  cambiamenti e di ritrovare se  stessi.

Una storia di rinascita che coccola il cuore e graffia  l’anima e che costringe a conoscere i propri mostri, per poi poterli affrontare!

 

 

 

Il rumore del pallone sul cemento – Dario Santonico

Una storia di amicizia forte, vera, potente, raccontata con un tocco delicato e capace di sfiorare le corde più profonde dell’animo di ogni lettore. Un libro che sa emozionare e dare speranza.

 

 

 

 

 

Il grande classico

Piccole Donne – Louisa May Alcott

Capolavoro della letteratura per ragazzi ma altrettanto amato dal pubblico adulto per le tematiche trattate e per la delicatezza, quanto determinazione, con cui vengono presentate.

Fulcro del libro è la famiglia e il rapporto, oltre che di sangue, delle protagoniste: amiche oltre che sorelle che si supportano e fanno scudo contro le avversità della vita.

Libri sotto l’ombrellone – I consigli di Sogni di Carta – Part. 2

Buongiorno!

Eccoci qui con la seconda puntata della rubrica “Libri sotto l’ombrellone”.

Siete pronti a conoscere i titoli di oggi?

Allora non perdiamo tempo e diamo il via ai consigli.

Buona Lettura

 

Mia – Daniela Ruggero

Un romanzo capace di toccare le corde più sensibili di ogni lettore.

Sofferenza e dolore, delusioni e rimpianti, amore, amore puro, in ogni singola, delicata e nel contempo distruttiva sfaccettatura.

Un romanzo di denuncia e formazione unico nel suo genere.

 

 

Arcana Permutatio – Mara W. Cassardo

Percorso esoterico dell’evoluzione del sé che, attraverso un viaggio introspettivo che abbraccia pochi giorni e secoli interi, condurrà verso una consapevolezza che non ci si aspetta e che affascina e spaventa con la stessa intensità.

 

 

 

 

Non è un paese per vecchi – Corman McCarthy

Uno dei più grandi scrittori viventi dipinge un affresco in cui c’è tutta l’America: i sogni, le paure, la follia, la violenza, il cinismo e la disillusione.

La scrittura di McCarthy, essenziale e affilata come una lama sottile, crea una tensione legata, ancora più che all’azione, all’interiorità dei protagonisti e ai loro pensieri.

Incastonato nel paesaggio desertico e sconfinato dei confini tra USA e Messico, il romanzo ha ispirato i fratelli Coen che, con la loro trasposizione cinematografica, hanno conquistato gli Oscar 2008 per il miglior film, miglior regia e migliore sceneggiatura non originale.

 

Il cavaliere nero – Pietro Tulipano

Uno dei migliori racconti dell’anno.

Un eroe ossessionato da un’ombra, incapace di comprendere se si tratti di un sogno o della realtà.

Una lettura piacevole e appassionante, resa armonica e scorrevole dal talento puro di Pietro Tulipano: per gli amanti fantasy, gli irriducibili che non vanno mai in vacanza.

 

 

Il grande classico

Il ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde 

Capolavoro della letteratura inglese che celebra il culto della bellezza raccontando, allo stesso tempo, di come lo stesso possa portare l’uomo a condurre una vita dissoluta e immorale al punto da sfociare nel crimine.

Il romanzo, pubblicato nel 1891, sollevò aspre polemiche anche a causa dei numerosi aforismi contenuti, che manifestano apertamente il pensiero anti-conformista di Wilde.

Un libro che non può mancare nella vostra biblioteca personale e che, a distanza di oltre un secolo, offre spunti di riflessione quanto mai attuali sulla discrepanza tra l’apparire e l’essere

 

 

 

 

Le interviste di Sogni di Carta – Chiara Casalini

Nascere non basta.
È per rinascere che siamo nati.
Ogni giorno.

(Pablo Neruda)

 

La vita non è mai semplice.

La vita sa essere crudele: ci mette sulla cima di un burrone con il fondo ricoperto di specchi e poi ci spinge giù, per costringerci a guardarci mentre precipitiamo nell’oblio.

Ma è proprio durante quella caduta, proprio mentre osserviamo la paura e le lacrime deformarci il volto  che ognuno di noi si trova davanti ad una scelta: lasciare che i mostri prendano il sopravvento e strisciare nell’oscurità o combatterli e risollevarsi, ammaccati e doloranti alla ricerca della luce.

Il coraggio di rialzarsi nonostante tutto, la speranza di farcela ancora e ancora, ripartendo da zero, ogni volta, ogni giorno!

Fenice dallo sguardo fiero: lei è Chiara Casalini ed io ho avuto l’onore di intervistarla per voi.

 

D: Ciao e benvenuta! Partiamo con la domanda di rito: chi è Chiara nella vita di tutti i giorni?

R: Ciao e grazie per l’invito. Chiara è una mamma single, una figlia scapestrata, la pecora nera della famiglia, idealista e sognatrice, bravissima a mettersi nei casini per quello in cui crede. Sono nota per non essere candidata al premio socialità, temo.

D: Quando è nata in te la necessità di scrivere?

Direi che è nata sui banchi di scuola, ma non ho mai pensato di scrivere libri. Fissavo pensieri, qualcuno li chiama poesie, ma per me è una definizione troppo ardita. Poi i pensieri sono diventati racconti e, infine, canzoni. Il destino mi ha portato però ai romanzi e, lo ammetto, ora non saprei farne a meno. Mi piace molto, nonostante non sia sempre facile.

D: Come concili la tua passione per la scrittura con il quotidiano?

R: Non la concilio, sono pessima nell’organizzarmi. Mi scordo tutto mentre scrivo, sono capace di isolarmi anche in mezzo alla gente, figuriamoci in casa. Tra studio, ricerche, programmazione, scrittura e promozione credo di spendere dalle otto alle dieci ore al giorno, anche se a volte mi sembra di non aver concluso nulla.

D: Ti conosco abbastanza bene e so che sei una donna che non si arrende mai: quanto questa tua caratteristica si rispecchia nei tuoi scritti?

R: Tanto, penso che sia uno dei tratti distintivi dei miei protagonisti. Cadono, si abbattono, ma poi si rialzano e combattono fino all’ultimo, così da non avere rimpianti.

D: Da poco è uscita la nuova edizione della tua trilogia “Scarlet’ Saga” che ha già riscontrato un buon successo: vuoi parlarci di questo progetto?

Illustrazione di: Teresa Bonaccorsi

R: Scarlet ha segnato il mio esordio, un po’ sprovveduto, lo ammetto, ma le sono molto affezionata. Lei doveva essere un tipo di Vampiro particolare, freddo e calcolatore, manipolatore e senza scrupoli, ma era anche figlia di una Strega e certi retaggi non spariscono, ancor meno se si è stati educati e iniziati a certi percorsi. Come possono convivere due nature opposte, la Vita e la Morte, in un solo corpo?

La sua trilogia è stato un progetto maturato in questi anni, nato in un modo, ho poi finito per dargli un taglio più positivo in un periodo particolarmente difficile della mia vita. L’ultimo libro l’ho scritto tra il letto di un ospedale e quello di casa mia, così mi sono resa conto che a volte c’è bisogno di sperare e i libri servono anche a questo. Il finale originale, che amo moltissimo, metteva in campo un’idea di speranza molto alternativa, un po’ più ostica temo. Scarlet è molto diversa da me, eppure, abbiamo piccole cose che ci uniscono: lei è stata la prima dei miei personaggi a prendere possesso della mia penna, a condividere con me la sua storia e a diventare un’amica speciale, a cui non potevo negare una voce. Ha visto la luce nel 2012, per questo il successo che sta riscontrando la nuova edizione mi ha colta del tutto impreparata. Di certo il merito è anche dell’illustrazione di Teresa Bonaccorsi, un po’ di sicuro stuzzica l’idea di poter scegliere il finale, non saprei… ma sta funzionando e ne sono felice.

D: “Cuore di lupo” romanzo auto conclusivo, edito Astro Edizioni, racconta la storia di Cleo, una giovane donna che deve affrontare le sue paure e deve imparare a conoscersi di nuovo: la capacità di accettare e sostenere i cambiamenti ha un ruolo dominante nei tuoi testi, sei d’accordo?

Cover di: Livia De Simone

R: Sì, hai colto in pieno la cosa. Accettarsi significa anche imparare ad amarsi, nel bene e nel male, significa scavare in sé per conoscersi davvero, togliersi tutte le maschere e prendere coscienza di pregi e difetti, debolezze e punti di forza, abbracciare la luce l’oscurità che portiamo in noi. Questo rappresenta il passo fondamentale per affrontare le battaglie della vita, che è fatta di cambiamenti, perché nulla è davvero statico, in quanto solo ciò che è morto non cambia nel tempo.

D: Le tue protagoniste sono sempre donne vere, fragili e spesso ammaccate da una vita che con loro è stata tutt’altro che clemente, ma tutte in grado di ritrovarsi, spesso attraverso percorsi difficili e duri e di rinascere dalle loro ceneri.

Quanto pensi sia importante al fine di educare i lettori, scrivere di protagoniste femminili con queste connotazioni?

R: Non ho la pretesa di educare nessuno, se non mio figlio, ma penso sia importante mostrare il bello e il brutto della vita e delle persone. Presentare modelli positivi, senza scadere nel banale, modelli veri e vissuti in un certo senso, credo possa essere a utile a tutti. Mostrare che certe situazioni si possono superare, restituire dignità alle persone oltre al giudizio esterno, lo ritengo davvero importante oggigiorno.

D: Speranza e coraggio, due parole che descrivono i tuoi scritti: è questo il messaggio che vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

R: Sì, anche se a volte il mio concetto di speranza, come quello di morte, può non essere dei più comuni. Il coraggio è qualcosa che si acquisisce, non si nasce coraggiosi, troppo facile, ci si forgia nel tempo e con l’esperienza. Essere coraggiosi è una scelta. Vivere è una scelta, così come combattere, amare… tutto è una scelta se lo vogliamo.

D: Wattpad: chi lo odia e chi lo ama.

Tu sei molto attiva su questa piattaforma e “Nero Corvo”, uno dei tuoi scritti, ha riscosso grandi consensi nel pubblico di lettori: pensi che Wattpad possa essere un buon mezzo per farsi conoscere?  Vuoi parlarci di questo testo?

R: Secondo me, considerare Wattpad come un posto per farsi conoscere è fuorviante. È un social network per aspiranti scrittori, un posto dove scrivere e leggere, commentare e mettersi alla prova con feed-back diretti. Ha un target molto giovane, bisogna fare i conti con questa realtà, per cui ricavarsi uno spazietto non è tra le cose più semplici e richiede impegno e costanza. Per questo lo sconsiglio agli autori che lo vedono solo come uno strumento di promozione: non funziona molto.

“Nero Corvo” è nato per colpa dell’intervistatrice, in realtà, e di un suo gioco su Facebook.Dieci parole e un racconto improvvisato hanno dato vita a questa storia. Nella mia testa è nata complessa e articolata, ma ho provato a ridurla in un racconto breve gratuito. Ad alcuni è piaciuti, altri hanno ravvisato delle pecche, soprattutto il fatto che sembrassero estratti da una storia più grande. Vero. Non essendo più un inedito, ho pensato di provare a svilupparlo su questo famigerato Wattpad e l’esperienza mi è piaciuta. Certo, è fuori target, è un esperimento narrativo per alcuni aspetti particolari, ma se non sperimentavo in questo modo e in un contesto così libero e diretto, dove altro? Una storia d’amore, due mondi diversi che trovano un punto di contatto nei sogni di Sofia, alcuni misteri che restano sospesi e per un po’ forniscono più dubbi che risposte e, soprattutto, un personaggio che irrompe nella storia per poi divenirne parte integrante, evolvendo e cambiando contro le sue aspettative, stravolgendo la propria vita. Alla fine, in Nero Corvo nessuno è davvero innocente, ma i tre protagonisti sono tutte vittime delle rispettive società, di qualcosa più grande di loro a cui dovranno dare un senso in cerca di un po’ di felicità. Però, non sempre le paure si riescono a superare, non sempre vince il coraggio, a volte si fanno scelte discutibili in nome dell’amore e per non perdere qualcuno. Resta al lettore l’onere di giudicare in tal senso.

D: Ci sono novità e progetti futuri nel calderone della strega?

In programma c’è la pubblicazione di un romance quest’inverno con la DZ Edizioni, Nika, e Nero Corvo l’anno prossimo con Astro Edizioni. Poi ho in valutazione un altro romance un po’ particolare e devo finire altri due fantasy romance, uno coi Licantropi e uno distopico.

Grazie per aver concesso un po della tua magia e del tuo coraggio a me e ai lettori di Sogni di Carta.

Grazie a te e a tutti i lettori, che mi hanno concesso un po’ del loro tempo.

 

Vi lascio i contatti di Chiara e i link acquisto delle sue opere e vi aspetto alla prossima intervista.

Un abbraccio

Elena

 

Contatti: 

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Segnalazione uscita “LA TENTAZIONE DELL’ARIA” di Mirta Drake

Titolo: La tentazione dell’aria

Autrice: Mirta Drake

Genere: Romance/erotico

C.E: Mondadori

Data pubblicazione: 06/07/2019

 

Cresciuta nel Tempio di Uppsala, Sonja sta per diventare sacerdotessa, realizzando così l’incerto proposito di mettere a tacere qualsiasi desiderio per servire la comunità dei fedeli. La ragazza, dal fascino corvino e dai fuggevoli occhi impari, possiede un dono speciale o, per meglio dire, è afflitta da una terribile maledizione: Sonja è in grado di scorgere alcuni sprazzi del futuro e questo potere incontrollabile è il suo segreto tormento. Infatti, presagisce l’arrivo dell’affascinante Finnlars di Nyjord, segnato da una vistosa cicatrice sul volto e da una ben più profonda nel cuore. Da subito Finnlars diventa una tentazione a cui è difficile resistere, specie per la sua sfrontatezza e niente, nemmeno il destino, sembra riuscire a contrastare la loro passione proibita…

Note: Con LA TENTAZIONE DELL’ARIA si conclude la trilogia di ambientazione vichinga ‘Norse Love Trilogy’. I precedenti romanzi della trilogia, LA SEDUZIONE DEL GHIACCIO e IL FASCINO DEL FUOCO, sono stati recentemente pubblicati nella collana I Romanzi Extra Passion – nr. 94 e 97 rispettivamente.

 

Blog Tour “SCARLET’S SAGA – Trilogia completa” di Chiara Casalini. Prima tappa- cover reveal e recensione anteprima a cura di Elena Galati Giordano

Titolo: Scarlet’ Saga – Trilogia completa
Genere: Dark fantasy romance
Autore: Chiara Casalini
Editore: Self- Publishing
Pagine: 466
Link d’acquisto: https://amzn.to/2LTmGTU
***QUESTO VOLUME CONTIENE LA TRILOGIA COMPLETA, CON DUE DIVERSI FINALI (quello
ufficiale romance e quello originale dark fantasy, mai pubblicato prima)***

Ho sempre subito in maniera quasi irrazionale il fascino oscuro dei vampiri.
Ho letto qualsiasi testo potesse essere letto, inerente a queste magnifiche creature delle tenebre e con non poco timore mi sono approcciata alla lettura di questa trilogia.
Timore di veder snaturato il vampiro con la sua seducente crudeltà e con il suo fascino misterioso, ma per fortuna questa paura è stata debellata dalla mia mente, non appena ho permesso a Scarlet di raccontarmi la sua storia.
Sulle note di Purple Rain di Prince a farmi da sottofondo, voglio scrivere questa
recensione tutta d’un fiato esattamente come ho fatto leggendo.
Il romanzo si apre con il diario di una giovane donna che ha dovuto fare i conti con un passato segnato da grandi dolori e che deve necessariamente ricominciare a vivere una nuova non-vita.
Scarlet è quindi la voce narrante che ci accompagna a conoscere quella che è
paradossalmente la sua rinascita, un nuovo inizio, in un mondo a lei sconosciuto e che le riserverà non poche sorprese.
Provate ad immaginare, per qualche secondo, di addormentarvi e risvegliarvi in un posto diverso da quello in cui Morfeo ha deciso di abbracciarvi: come vi sentireste?
Dapprima persi, intimoriti, probabilmente vi lascereste andare alla disperazione, alle
lacrime, inermi e insicuri, in un posto che non riconoscete come casa.

Poi, con il passare del tempo, subentrerebbe in voi la necessità di sopravvivere, di trovare una soluzione e allora verrebbe a galla l’istinto, con prepotenza, costringendoci a tirare fuori gli artigli e a mostrare a noi stessi la nostra vera natura.
Questa è Scarlet: una ribelle, una guerriera ammaccata dal passato, una donna piena di cicatrici dovute alla battaglia, che si ritrova a dover riprendere in mano se stessa e a riscoprire la sua vera natura.
La trilogia di Scarlet non è la prima opera che leggo di questa autrice e, con grande
piacere, posso affermare che tra le pagine di questo libro ho ritrovato tutti gli elementi chiave di Chiara e della sua straordinaria capacità di creare personaggi e protagonisti, soprattutto femminili, mai banali.
L’autrice infatti dimostra, anche in questa occasione, di essere perfettamente in grado di strutturare protagoniste corpose, mai scontate, con caratteri ben definiti e complessi in grado di portare ogni lettore a scoprire sentimenti credibili, veritieri e realistici, capaci di guidare i lettori alla scoperta di nuove sfumature emotive e di una conoscenza approfondita non solo del personaggio ma anche di loro stessi.
Scarlet viene accompagnata, in questo percorso verso la scoperta di una nuova sé, da diversi personaggi, tutti caratterizzati con la medesima attenzione della protagonista, e si ritroverà al centro di numerose avventure oltre che di un difficile triangolo amoroso.
Si possono amare due persone con lo stesso fervore? Si può dividere il cuore tra due anime completamente opposte?
Su questo quesito si potrebbe aprire una discussione che potrebbe durare in eterno e toccare corde infinite, ma a me basta dirvi che sì, per Scarlet è possibile.
All’interno di una trama originalissima, con descrizioni ambientali accurate e realistiche, il triangolo amoroso non risulta forzato, anzi, non solo è plausibile ma addirittura necessario per dare supporto alle contrapposizioni, per arricchire l’evolversi degli eventi e per aggiungere pepe all’azione.
Il lettore sarà ad un certo punto costretto a prendere le parti all’interno di un gioco di
intrighi, complotti ed alleanze dal fascino indiscusso e misterioso.
La narrazione, con il procedere delle pagine, diviene sempre più rapida e avvincente e i colpi di scena, non si fanno desiderare.
L’autrice riesce a strutturare un testo articolato, unendo alla perfezione romanticismo, azione e introspezione.
Durante la lettura un senso di angoscia vi accompagnerà e attanaglierà trascinandovi all’interno di un mondo di tenebre oscuro e ipnotico, che vi costringerà a non staccare gli occhi dalle pagine.
Ammaliati da una seducente atmosfera, arriverete al finale trattenendo spesso il respiro e con lo stomaco in ribellione.

Tocco di classe che ho particolarmente apprezzato: il doppio finale.
Ebbene si, il lettore è libero di scegliere il suo finale, quello che preferisce… io
personalmente ho adorato il finale dark, tanto intenso e potente da lasciare attoniti e
commossi.

Scarlet è una trilogia paranormal romance, che esce dagli schemi dettati dal genere.
Scarlet è una donna forte, un’eroina moderna e salvatrice di se stessa.
Scarlet va bevuto in un unico sorso, rapido, deciso, un sorso che brucia mentre scende giù per la gola e che lascia inebriati una volta terminato.
Scarlet vi farà pensare, sognare, sorridere e tremare…e non necessariamente in
quest’ordine!

Recensione “LO SPIRITO DELLA VALCHIRIA – Le cronache del Ragnarok ” di Debora Mayfair a cura di Elena Galati Giordano

Iris è tornata da poco dall’Islanda, ha lasciato sia la foresta di ferro che il padre per rimanere accanto all’amica Bianca. Sembra essere rimasta la ragazza spensierata di sempre: ogni suo gesto è studiato per non destare sospetti… Eppure qualcosa è cambiato.
Nemmeno il gemello Hallbjörn si è accorto di niente, anche se è uno dei pochi a conoscenza del fatto che anche la sorella è maledetta a contenere lo spirito di un lupo tutt’altro che tranquillo: Sköll non a caso è chiamato “L’ingannatore”.
Étienne, un Re della Persuasione, è il primo ad accorgersi della cattiva strada che sta prendendo la vita della ragazza. Anche se lei cerca di spingerlo sempre più lontano si è reso conto che, da quando si è trovata faccia a faccia con Margot, gli eventi hanno preso una brutta piega.
Tutti sono all’oscuro del patto che Iris ha stipulato con la dea Hel, e delle tremende conseguenze che la porteranno a compiere grandi sacrifici.
Dovrà sopravvivere alla caduta in un vortice di tradimenti e inganni prima di rialzarsi in piedi, diversa e più forte, per affrontare il suo destino.

La magia è un ponte che ti permette di passare dal mondo visibile in quello invisibile. E imparare le lezioni di entrambi i mondi.

(Paulo Coelho)

Apro questa recensione con una citazione che rappresenta completamente l’anima di questo romanzo.

“Lo spirito della Valchiria” secondo capitolo della saga Le cronache del Ragnarok  è un percorso che ci condurrà a scoprire i lati nascosti di ognuno di noi e ad imparare come affrontarli.

Ad accompagnarci, tenendoci per mano durante tutto il tragitto, sarà Iris, conosciuta nel primo volume della saga: “Cuore di Neve”, che ora diventa la voce narrante.

Mezza strega e mezzo lupo, di ritorno dall’Islanda, Iris appare agli occhi di tutti la solita ragazza allegra e spensierata di sempre, ma in realtà nasconde un segreto che la sta lacerando e che la costringe ogni giorno a combattere contro se stessa.

Già dalle prime pagine la tensione emotiva viene portata all’apice, costringendoci a guardare lo strazio e la sofferenza di una ragazza dall’anima lacerata e divisa, costretta a conciliare due nature differenti, contrapposte eppure entrambe necessarie.

Insieme a lei, come seconda voce narrante troviamo quella di Etienne, il giovane  Re della Persuasione. Un ragazzo dalla storia commovente, che sarà per la ragazza sia croce che delizia.

Debora non si smentisce e, come nel primo romanzo, crea personaggi intensi e ben approfonditi in particolare a livello psicologico, dimostrandosi grande conoscitrice delle emozioni umane e delle reazioni da esse scatenate.

Attraverso una trama intricata e ben gestita, ricca di pathos e colpi di scena, conosciamo i sentimenti di tutti i protagonisti e osserviamo le dinamiche dell’intreccio delle loro vite; vite complicate di esseri umani dall’anima ricoperta di cicatrici.

Avvolti dalle note musicali dei brani scelti dall’autrice e citati all’interno del testo i due protagonisti, in questo percorso pieno di ostacoli, vedranno la loro relazione evolversi in un crescendo di emozioni continuo, un mix di dolcezza e dolore in grado di tenere il lettore con il fiato sospeso e incollato alle pagine. Iris ed Etienne ci costringeranno ad affrontare insieme a loro i mostri che attanagliano le loro menti e, di conseguenza, anche i nostri.

Duplicità, questa è la parola d’ordine, la chiave per comprendere a pieno la complessità e l’intensità di quello che Debora ha magistralmente nascosto tra le righe.

Ognuno di noi è duplice, ognuno di noi nasconde tra le pieghe della propria anima un lato oscuro pronto ad emergere, un lato in grado di stravolgerci e ottenebrare la mente.

Al singolo spetta la scelta, secondo coscienza, di sedare il mostro o di lasciarlo libero di agire, al singolo spetta la lotta: istinto e ragione a confronto, in uno scontro senza tempo che divide l’individuo in due metà esatte.

La narrazione è scorrevole, coinvolgente ed ipnotica, la tensione emotiva rimane costante ed è impossibile non empatizzare con i personaggi.

Debora dimostra una crescita incredibile nella  scrittura rispetto al primo romanzo, già ben scritto e con uno stile ben definito. In questo secondo volume affina la tecnica, pulisce il tratto e ci regala una scrittura ancora più fluida e carezzevole.

Lo spirito della Valchiria è un romanzo che ci tiene con i piedi ben saldi a terra, ci costringe a fare i conti con le nostre paure e ci tiene per mano nel difficile percorso per sconfiggerle. Nel contempo, è uno scritto capace di farci riscoprire la magia, quella nascosta in fondo al nostro cuore, quella capace di farci sognare e di lasciarci in sospeso tra due mondi, permettendoci di imparare da entrambi.